soldati

Le lettere da Capri di Mario Soldati

Copertina di Le lettere da Capri

Obnubilamento mentale

Mi sono accostata a questo libro degli anni sessanta, dall’aspetto molto vissuto, senza sapere cosa aspettarmi. Sciupacchiato ,come quelli che si trovano sulle bancarelle dei mercatini, sdemanializzato da una biblioteca (chissà quante mani e quanti occhi lo hanno avuto!), si è fatto leggere con curiosità e mi ha davvero stupita.
Mario soldati scrive bene, non so per quale motivo mi è venuto da raffrontarlo con Franzen, in fin dei conti la storia può avere qualche minuscola similitudine con Libertà ma non così tante da potervi essere paragonata. Ad ogni modo per tutta la durata del libro ho continuato a fare comparazioni e Soldati ne è uscito vincitore alla grande.
La storia l’ho trovata abbastanza delirante, paradossale e pure crudele per certi versi. Alcuni passaggi sono stati un po’ prolissi, troppo insistenti sugli stessi concetti ma rendono l’idea dell’esaltazione dell io narrante. A dire il vero gli “io narrante” sono tre, e forse, come ha fatto notare un altro lettore qui su anobii, hanno uno stile di scrittura troppo simile tra loro che li contraddistingue poco…tuttavia ognuno di loro in fin dei conti è preda del vaneggiamento amoroso e questo li accomuna in un modo di ragionare universale, quello dei sensi.

Il vero Silvestri di Mario Soldati

Copertina di Il vero Silvestri

Verità e incomunicabilità ( 4,8 stelle)

A mio avviso il succo del libro è incentrato su due parole: verità e incomunicabilità.
La verità assoluta di fatto non esiste, ognuno ha la sua verità, quella che si costruisce, lo stesso identico atteggiamento può essere percepito in modo completamente differente a seconda di chi lo analizza e questa analisi è influenzata da molti fattori: l’intelligenza personale, l’esperienza vissuta, le aspettative, la malizia o l’ingenuità e così via. Due persone possono vedere nel comportamento di una terza cose diametralmente opposte, in base anche ad un preconcetto dovuto a ciò che si è pensato fino ad ora di quella terza persona, il giudizio passato che abbiamo già costituito nella nostra mente influenzerà sicuramente l’interpretazione che daremo ai suoi atteggiamenti futuri.
Al tema della verità si affianca l’incomunicabilità, ovvero l’impossibilità che abbiamo di comprendere che ci sono anche altri modi di vedere le cose, ma soprattutto l’impossibilità di fronte alla quale ci troviamo quando si cerca di far capire un concetto, o peggio ancora, di far cambiare idea ad un’altra persona in merito ad una data situazione. L’avere due verità diverse, dovute ad una lista molteplice di fattori, renderà praticamente impossibile comunicare all’altro la nostra verità perchè per quei fattori stessi, che hanno portato l’altro a creare la sua verità, gli impediranno di capire le nostre ragioni…e viceversa.
Questo è ciò che mi lascia questo romanzo, che senza pretenziosità, riesce a far riflettere su alcune consuetudini che regolano i rapporti umani.
Trovo che Mario Soldati sia un autore sottovalutato dalla mia generazione, ma posso sbagliarmi.
I suoi libri me li sono ritrovati tra le mani quasi per caso, non li ho presi certo perchè qualcuno me li abbia caldeggiati.
Già con “Le lettere da Capri” avevo avuto un’ottima impressione, con questo romanzo mi è stata confermata definitivamente la validità come scrittore e raccontatore di Soldati. Dico raccontatore perchè a mio avviso possiede una capacità innata di raccontare storie e di coinvolgerti fin dall’inizio, seppur narrando di vicende non particolarmente avvincenti di per sè.
Lo stile è semplice ma non banale, scorrevole anche quando si attarda in elucubrazioni profonde.

Citazioni:

“Ci sarà sempre chi vorrà comandare; perchè ci sarà sempre chi, alla responsabilità e alla fatica della libertà, preferisce servire.”
“…ero stretto di nuovo da quella pena rabbiosa, da quel senso di sconfitta e di impotenza che avevo provato mentre essa mi parlava, e io invece non ero capace di parlare a lei: parlare a lei in modo che essa mi potesse intendere.”