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Il giovane Holden di J.D.Salinger

Il vecchio Holden 

E alla tenera età di 43 anni anni mi sono apprestata a leggere uno dei più famosi libri di formazione dei nostri tempi. Sicuramente sono fuori tempo massimo perché, se alcuni romanzi consigliati ai giovani si rivelano perfetti ad ogni età, questo mi è rimasto un tantino pesante e ripetitivo. Alcuni danno la colpa di questa leggibilità faticosa alla traduzione eccessivamente “creativa” di Adriana Motti del 1961, ma questa edizione del libro ha ottenuto comunque un enorme successo, quindi la versione della Motti ha sicuramente i suoi pregi. E’ stata realizzata una nuova versione del libro con una traduzione più moderna ad opera di Matteo Colombo e a tal proposito ritengo interessante leggere l’articolo in merito sul blog della casa editrice Minimum fax, molto interessante per approfondire la questione traduttoria che  appassiona molti lettori.
Come si potrà dedurre ho letto l’edizione Einaudi del ’61 e sinceramente non vi ho ravvisato dei modi di dire particolarmente anacronistici, forse perché  sono nata nel ’70, e certe espressioni linguistiche fanno parte del mio bagaglio culturale, tuttavia ho trovato quasi insopportabile l’uso ripetuto per tutta la durata del romanzo dell’aggettivo “vecchio/vecchia” inserito praticamente sempre davanti ad ogni nome proprio, la vecchia Sally, la vecchia Jane, il vecchio tale e il vecchio talaltro…ma controllando sull’ebook in lingua originale in effetti i nomi propri sono sempre preceduti dalla parola “old”, che farà sì parte di uno slang americano dell’epoca, ma che a mio avviso non si può omettere di tradurre, quindi di fatto lo stile del libro deve essere quello, un po’ ripetitivo, ricco dei tormentoni linguistici tipici degli adolescenti. Non è l’anacronismo della storia a non convincermi, alla lunga mi ha stancata il linguaggio adolescenziale che giustamente Holden deve avere.
Sinceramente non son riuscita a trovare ne “Il giovane Holden” tutta questa specialità che ne ha fatto un libro di culto citato spessissimo anche nella cinematografia americana come facente parte del bagaglio culturale del Paese, ad ogni modo diamo a Cesare quel che è di Cesare,la bravura di Salinger è indiscussa nel rendere vero il racconto di un diciassettenne, nel creare un personaggio credibile a tal punto dal sembrare realmente esistito e nell’indurre il lettore  ad immaginare che Holden viva da qualche parte nel mondo come persona in carne e ossa.
Dello stesso autore avevo letto “Franny e Zoe” e mi era piaciuto molto, in Holden, contrariamente a Franny e Zoe, lo stile narrativo è volutamente meno raffinato, l’uso degli intercalare proprio dei giovani di una certa generazione ne fanno un tipico romanzo per adolescenti o post adolescenti, e forse è per questo che leggerlo per la prima volta da adulta non è stato così folgorante.

Citazioni:

“Una quantità di ragazzi venivano da famiglie ricche sfondate, ma c’erano un sacco di farabutti lo stesso. Una scuola, più costa e più farabutti ci sono – senza scherzi. ”

“Dovresti andare in un collegio maschile, una volta. Provaci, una volta,» dissi. «È pieno di palloni gonfiati, e non fai altro che studiare, così impari quanto basta per essere furbo quanto basta per poterti comprare un giorno o l’altro una maledetta Cadillac, e devi continuare a far la commedia che ti strappi i capelli se la squadra di rugby perde, e tutto il giorno non fai che parlare di ragazze e di liquori e di sesso, e tutti fanno lega tra loro in quelle piccole sporche maledette cricche.”

“Tra l’altro, scoprirai di non essere il primo che il comportamento degli uomini abbia sconcertato, impaurito e perfino nauseato. gli uomini colti e preparati, se sono intelligenti e creativi, tanto per cominciare, e questo purtroppo succede di rado, tendono a lasciare, del proprio passaggio, segni di gran lunga più preziosi che non gli uomini esclusivamente intelligenti e creativi. Tendono ad esprimersi con più chiarezza, e di solito hanno la passione di seguire i propri pensieri sino in fondo. E, cosa importantissima, nove volte su dieci sono più modesti dei pensatori non preparati Per fortuna, alcuni hanno messo nero su bianco quei loro turbamenti. Imparerai da loro… se vuoi. Proprio come un giorno, se tu avrai qualcosa da dare, altri impareranno da te. È una bella intesa di reciprocità. E non è istruzione. È storia. È poesia”

Franny e Zooey di J.D.Salinger

Copertina di Franny e Zooey

Le paturnie di una ventenne eccezionale 

 
Leggere questo libro è stata un’esperienza strana.
I ricordi che ho di me all’età dei protagonisti sono piuttosto vaghi, mi penso come un’ inconsapevole ragazzotta cresciuta (poco) nella bambagia, facente parte di un mondo piccolo. A dire il vero ho ancora di me questa visione un po’ anche adesso che a quarantadue anni suonati dovrei sentirmi una donna fatta e finita, e invece no. Tornando ai protagonisti della storia, mi appaiono alieni rispetto alla proiezione che ho di me alla loro stessa età.  Mi sembrano estremamente cresciuti, maturi, parlano e discutono con la capacità e la sapienza di un adulto colto… È anche vero che fanno parte di una famiglia eccezionale, sono stati “bambini eccezionali”, di una straordinaria intelligenza e precocità, e forse questo loro pregio è stato alla fine anche il loro guaio.
Il libro, tranne qualche passaggio eccessivamente logorroico, è scritto benissimo, ho trovato la prima parte in special modo un gioiello di perfezione. In quanto alla storia, assimilabile ad un romanzo di formazione, è semplice ma complessa al tempo stesso, l’intenso acume dei protagonisti li porta a filosofeggiare ed a porsi domande esistenziali rendendo i dialoghi penetranti, inoltre Franny e Zooey portano sulle spalle il fardello troppo pesante dei fratelli, soprattutto di quelli morti.
Probabilmente leggere questo libro a quarant’anni non è fondamentale ma è comunque piacevole; leggerlo a diciotto è vivamente consigliato, al posto di tanta letteratura da strapazzo per giovani menti appannate; leggerlo se si ha intenzione di mandare un bambino ad un talent-show è imprescindibile.

Citazioni:

“…divisa com’era tra l’autodisapprovazione e la malizia, le venne voglia di dire quel che pensava.”

 “Siete persino venuti qui tutti e due per molti week-end, in questi ultimi due anni, e anche se abbiamo parlato e parlato e parlato, ci siamo trovati tutti d’accordo a non dire una parola.”

“abbiamo i nostri complessi del «Bambino Eccezionale». Non siamo mai usciti veramente da quella dannata radio. Nessuno di noi. Noi non parliamo, dissertiamo. Non conversiamo, diamo spiegazioni. Almeno, io faccio così.”

“All’università non ti accennano mai, nemmeno una volta che la saggezza dovrebbe essere la meta della conoscenza. Quasi nemmeno la nominano, la saggezza.”

“io non ho mai cercato, consapevolmente o no, di trasformare Gesù in san Francesco d’Assisi solo per renderlo più «amabile», come ha sempre cercato di fare il novanta per cento dei cristiani. “

“Ma non andare in giro a gridare contro gli ego in generale. Secondo me, se vuoi proprio saperlo, metà della sporcizia di questo mondo è provocata da persone che non si servono del proprio vero ego.”

“Un artista si preoccupa solo di raggiungere una sua perfezione. E alle sue condizioni, sue e di nessun altro. “