ravera

Porci con le ali di Lidia Ravera e Marco radice

Porci con le ali
Di Lidia Ravera,Marco Lombardo Radice
Editore: Arnoldo Mondadori (I Miti)
Lingua: Italiano | Numero di pagine: 204
Formato: Paperback Isbn-10: 880441605X | Isbn-13: 9788804416050 |
Data di pubblicazione: 01/03/1996 |

Cazzo, porcocazzo, sega. (3,5 stelle)

Se odiate le parolacce girate alla larga. Non ho mai letto un libro così infarcito di espressioni diciamo colorite, ma dopo una decina di pagine ci si fa l’abitudine e si entra nella storia senza far più troppo caso al linguaggio. Anzi, direi che questo linguaggio alla fine si rivela fondamentale per trascinarci dentro quel mondo di adolescenti che effettivamente parlavano e vivevano così. Per poco non sono rientrata in questa generazione, l’adolescenza me la sono fatta negli anni ’80, quando ormai le tv commerciali avevano preso il posto della politica  e al massimo si faceva uno sciopero giusto per non andare a scuola; comunque credo che i ragazzi siano in ogni periodo più o meno simili nella loro essenza, forse cambiano gli sturbi politici e quelli legati strettamente al periodo in cui si vive, ma di certo le “seghe mentali” inerenti i rapporti umani e di coppia sono più o meno gli stessi.
Questo libro è stato un tuffo nel passato che non ho mai vissuto, una scoperta divertente, una pausa tra libri pesanti a livello emotivo. Sicuramente non sarà un capolavoro della letteratura ma l’ho trovato ben scritto, contrariamente a quanto alcuni hanno commentato in merito, io credo che ci sia una buona ricerca a livello lessicale e che i temi affrontati non siano banali, questo è un falso libro leggero.

Interessante questo LINK di Marco Giani dell’ Università Ca’ Foscari Venezia, in cui si parla di giovani e si citano alcuni passaggi del libro.

from Blogger http://ift.tt/1XPSN0s
via IFTTT

Annunci

A Stromboli di Lidia Ravera

Copertina di A Stromboli

Un meraviglioso mancato (4,5 stelle)

Bellissimo fino agli ultimi due capitoli nei quali a parer mio peggiora, perde il ritmo “isolano” e intimistico del resto del libro.
Un racconto che mi ha trascinata da subito nel mondo profondo e personale dell’autrice, nel quale più che di fatti ha narrato di stati d’animo, di consapevolezze, di riflessioni, di bisogni non materiali. Peccato che nel penultimo capitolo si passi ad un annedotica quasi da guida turistica di alto livello e che l’ultimo capitolo addirittua mi sembri messo lì, appoggiato e scollegato dal resto del libro. Dico peccato perchè il finale è quello che resta di più e tende a far scordare la bellezza dei capitoli iniziali.
Ma ritorniamo alle cose positive. Bellissime le considerazioni sul tempo/time e il tempo/weather e sulla nostra incapacità di saperlo vivere questo tempo.
Bello quando parla dell’esercizio alla provvisorietà (arriverò mai a questo livello di saggezza io che sono angosciata dalla mancanza di certezze?).
Belle le riflessioni sui vari tipi di solitudine e sulla lontananza.
Le citazioni di frasi che mi hanno colpito per la loro verità sarebbero troppe per cui mi limiterò a sceglierne una tra quelle più brevi e consiglio caldamente, nonostante le critiche che ho fatto al finale, di leggere questo libro.

Citazione:
Il presente intanto affonda in una coltre di nebbia. E’ una stanza di passaggio, un “disimpegno” fra il passato e il futuro.

Sorelle di Lidia Ravera

Copertina di Sorelle

Camaleontica

In questo libro Lidia Ravera si conferma iscritta al club delle scrittrici che mi piacciono.
“Sorelle” contiene tre racconti, in ognuno viene affrontato il tema da punti di vista diversi e con uno stile diverso.
Nel primo “Sorelline” la scrittura è deliziosamente ricca ed ironica, anche se trovo poco plausibile che un linguaggio così articolato faccia parte del comune vocabolario di un’adolescente. Verso il finale la storia è un po’ paradossale ma rimane comunque piacevole da leggere e fonte di interessanti spunti di riflessione sui rapporti familiari in genere e sulle famiglie allargate.
Nel secondo racconto “Sorellastre” l’autrice usa toni da commedia alla Woody Allen per descrivere la tristezza e il vuoto presente nella vita di una delle due protagoniste, è il più breve dei tre e quello che ho apprezzato di meno.
Nel terzo racconto “Sorelle” possiamo riconoscere tutta la versatilità della Ravera. Lo stile si adegua a ciò che si racconta, ovvero non si gioca più a fare del dramma una commedia ma si analizza in modo profondamente doloroso un rapporto spezzato dalla malattia.
Pur restando fermo il fatto che ciò che ho letto finora di questa autrice mi è piaciuto, mi viene il dubbio se questo suo essere così camaleontica nasconda una mancanza di personalità stilistica, se questo suo adeguarsi alle situazioni raccontate nasconda un’incapacità di trovare uno stile univoco e riconoscibile.
Credo che per fugare questi miei dubbi dovrò leggere (con piacere) altri suoi libri.

Citazioni:

“Se una persona vuole ricevere lettere molti simili alle sue dovrebbe scriversi da sola”

“Certe volte togliendo si raggiungono risultati più devastanti che aumentando.”

” Avrei voluto dirle che voler bene non è necessariamente controllare, esercitare pressioni e imporre la propria presenza in virtù del fatto che si è madri o padri o marito o sorelle maggiori…”

“Niente ha alcun potere sulla morte, luogo della sconfitta della parola”

“Per i bambini è la ripetizione la medicina contro la paura di morire. La stessa fiaba milioni di volte, e che quando finisce ricominci.”

” Insopportabile è sapere quando finirà la tua vita. Nessuno sopporta di sapere. Io so che morirò. Tu sai che morirai. Io so che morirò prima di te. Tu non vuoi sapere quando morirai e io nemmeno.”