piperno

Persecuzione di Alessandro Piperno

Non decolla  

phpThumb_generated_thumbnailjpg

Questo Blog sta diventando imbarazzante, le mie letture commentate si è trasformato ne i miei libri abbandonati… ebbene sì, ho mollato anche questo!

Dello stesso autore avevo letto Con le peggiori intenzioni, e sinceramente mi era piaciuto, quindi quando mi sono ritrovata a leggere questa storia sono rimasta basita. E’ vero che sono passati degli anni e che il mio gusto letterario si è modificato, ma ritrovarmi a paragonare questo romanzo a quelli d’amore che leggevo da adolescente è stato traumatizzante. L’insistenza dell’autore sull’aspetto fisico del protagonista, che seguendo attentamente le istruzioni mi ha fatto visualizzare una sorta di Kabir Bedi, mi è parsa una caduta di stile, una gigionaggine da donnette svenevoli… sono cattiva lo so, ma arrivata a 45 anni non ho più voglia di essere né compiacente né di perdere tempo con libri che non mi arricchiscono o che mi fanno addormentare seduta.

Un peccato però perchè alcuni concetti, se non fossero stati detti e ridetti mille volte già nelle prime 70 pagine, sarebbero anche stati interessanti, sembra quasi che Piperno si rivolga ad un lettore duro di comprendonio, della serie se non hai capito te lo ridico con parole diverse…

Insomma, questa storia è un aereo che non decolla a mio avviso, dopo una settimana passata sulle prime 80 pagine gli ho detto addio, con qualche rimpianto, ma neanche troppi.

Annunci

Con le peggiori intenzioni di A.Piperno

Copertina di Con le peggiori intenzioni

Se amate la scrittura semplice lasciate perdere…

All’inizio il libro risulta difficile da leggere, è vorticoso, si è quasi travolti dal raccontare logorroico del protagonista, ma è un bel raccontare. La cosa che mi ha colpito di più è l’uso spregiudicato di una terminologia che spazia dal gergo volgare alle parole complesse e non usuali per le quali mi devo soffermare a cogliere il significato. L’autore mi sembra una persona colta , se non altro lo è il suo modo di scrivere, e scritte da lui anche le parole più irritanti o volgari scivolano via come olio.
La storia mi lascia un pochino più perplessa, probabilmente a causa della mia totale ignoranza del mondo ebraico, in alcuni momenti mi ritrovo altrove, mi distraggo…probabilmente perchè ignoro alcuni personaggi citati oppure non colgo le sottigliezze riferite a certe abitudini o modi di pensare ebraici che mi sono totalmente astrusi.
Non è un libro che si divora come lo si può fare con un giallo avvincente, chissà perchè ma non viene voglia di vedere come andrà a finire…tutto è un passare da un ricordo ad un altro dell’io narrante con una dovizia di particolari incredibile, sembra che venga riportato pari pari il pensiero veloce della mente che passa da un argomento all’altro senza limiti di tempo, dilungandosi spesso in analisi precise.
Questo libro analizza profondissimamente i suoi protagonisti ma senza coinvolgerci, senza renderci partecipi o compassionevoli delle loro sorti.
Molti criticano questo autore per la difficile terminologia usata, ma se non capiamo la terminologia possiamo solo colpevolizzare la nostra ignoranza e la povertà di linguaggio in cui ci siamo ritrovati nella nostra vita quotidiana.
Non ho ancora capito se questo libro mi piaccia nel senso pieno del termine, indubbiamente l’ho apprezzato proprio per il modo di scrivere stimolante. Infatti il voto che gli assegno è dato da una media tra il modo di scrivere e quanto mi ha appassionato la storia.