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Paradiso perduto di H.Miller

Copertina di Paradiso perduto

Mai offrire il Paradiso a chi non lo sa apprezzare

Molti sostengono che in questo libro Henry Miller non sia il vero Henry Miller, indipendentemente da ciò io l’ho trovato molto godibile, al contrario di “Primavera nera”, che mi risultò talmente indigesto da spizzicarlo qua e là per poi abbandonarlo.
Si tratta senz’altro di un libro molto insolito. Non posso certo dire che l’argomento sia stato per me avvincente , tuttavia è scritto talmente bene che è diventato una piacevole lettura, fatta eccezione per alcuni passaggi decisamente pedanti ed eccessivamente infarciti di riferimenti a personaggi e situazioni a me ignote.
Se effettivamente il libro è autobiografico, rimango stupita dalla pazienza e dal sacrificio “immotivato” sostenuti dall’autore nei confronti di Moricand, un ingrato parassita che a chiunque abbia un minimo di senno verrebbe voglia di cacciare in malo modo . Di fatto, verso la fine del libro, Henry Miller una motivazione a questa sua spontanea necessità di aiutare la fornisce, definendola quasi un’egoistica messa in stato d’inferiorità dell’altro. Su questo argomento potremmo aprire un dibattito infinito, su quanto realmente possa essere altruistico l’aiuto che diamo agli altri e quanto invece dettato da un nostro bisogno, ma soprattutto sul fatto che non possiamo aiutare chi non si aiuta da solo o che non abbia la capacità di una visione positiva, perché di fatto ci trascinerà in una voragine di negatività e di ingratitudine. Pare impossibile che esistano persone come Moricand e invece ce ne sono più di quante si pensi, magari non in una forma così evidentemente parassita, addirittura in alcuni atteggiamenti inconsapevoli ci ho rivisto anche un po’ di me stessa, mi duole ammetterlo!
Raccontando l’assurda situazione venutasi a creare l’autore coglie l’occasione per inserire pensieri profondi e riflessioni sulle cose della vita, che, condivisibili o meno, sono risultate interessanti da leggere e da tenere in serbo per essere rilette con calma.

Citazioni:

“Più apprendiamo, meno sappiamo; più la nostra attrezzatura è vasta, meno siamo capaci di vedere. È solo quando smettiamo di cercare di vedere, quando smettiamo di cercare di sapere, che vediamo e sappiamo sul serio.”

“Il nostro corpo fisico possiede una saggezza di cui noi, che ci stiamo dentro, siamo privi.”

“Ciò cui mi oppongo è farsi schiavi di un punto di vista qualsiasi”…” Odio la gente che deve filtrare tutto attraverso l’unica lingua che sa, sia l’astrologia, la religione,lo yoga, la politica, l’economia o qualsiasi altra cosa.”

“…Al mondo non c’è niente che non va. Quello che non va è il modo in cui noi lo guardiamo.”

“Se decidi di metterti nelle mani di qualcun altro devi arrenderti completamente.”

“Nessuno è mai guarito dalla malattia di cui non voleva guarire. È altrettanto vero il contrario, solo che è più difficile da ingoiare. È sempre più comodo assumere una posizione negativa che una positiva.”

“Mai, mai più avrei fatto lo sbaglio di cercare di risolvere i problemi di qualcuno. Come ci si inganna, se si pensa che con un po’ di sacrificio personale è possibile aiutare qualcuno a superare le sue difficoltà! Com’è egoistico, tutto ciò!”

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Primavera nera di H.Miller

Copertina di Primavera nera

Voto puramente soggettivo

Dopo le prime 4 pagine dalle quali già si capisce la genialità dell’autore mi sono chiesta “ma il libro sarà tutto così?”…ed ho iniziato a saltare quà e là fino ad arrivare alla fine spiluccando il libro…
Decisamente non me la sono sentita di leggerlo per intero.
 Per quanto apprezzabile sia il modo di scrivere, la narrazione soprattutto per il tema trattato non ha destato il mio interesse. Ho trovato alcuni libri difficili da leggere ma allo stesso tempo affascinanti e mi sono impegnata per finirli, da questo di Miller mi sono sentita respinta.