McEwan

Bambini nel tempo di Jan McEwan

Bambini nel Tempo di Jan McEwan

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Inquietante e faticoso ⭐️⭐️⭐️

*ATTENZIONE SPOILER*

È un libro complesso nel quale si parla di molte cose, un libro denso di concetti, immagini, ricordi, pensieri che ruotano in qualche modo intorno alla relatività del tempo ma anche al rapporto genitori figli, all’educazione scolastica, alla politica…Io ho trovato questo romanzo molto sfuggente nel suo significato, se devo essere sincera e dire cosa mi abbia colpito e cosa mi sia rimasto non saprei dare una risposta. In alcuni passaggi diventa pesante da seguire perché si dilunga in particolari apparentemente ininfluenti, ed è difficile accettare tutte queste divagazioni mentre l’unica cosa che vorrei sapere è cosa sia successo alla piccola Kate; ma non stiamo leggendo un giallo e questo non è un libro che preveda risposte facili o scontate. Per me si tratta di una lettura inquietante e faticosa, spiegazioni surreali a fatti reali, come se il tempo avesse davvero diverse dimensioni e un figlio potesse vedere sua madre mentre lo ha appena concepito…e viceversa. Poi chissà, fra 100 anni magari ciò che adesso ci sembra fanta-fisica sarà dimostrabile e realissimo. Ciò che mi inquieta in questo libro è che la realtà è mescolata con il surreale, quindi non si capisce più su che strada stiamo viaggiando, non stiamo palesemente leggendo un libro di fantascienza o un fantasy. Comunque seppur nel complesso “Bambini nel tempo” sia apprezzabile presenta troppa carne al fuoco, storie in apparenza troppo approfondite ma che non scavano realmente nel profondo e fanno sembrare il romanzo un po’ un calderone caotico, il tutto comunque si salva perché McEwan è uno scrittore davvero bravo. La parte che ho sentito più bella e più vera del libro è quando Julie accetta la perdita della figlia continuando ad amarla ma smettendo di desiderarla accanto a sé. Che dramma terribile la perdita di un figlio, la sua scomparsa soprattutto, il non sapere che cosa ne sia stato, dramma che in questo caso seppur con fatica viene assimilato e superato con una nuova vita.

Poiché non mi sento all’altezza della situazione in questo mio commento vi consiglio di leggere una recensione che mi pare molto ben fatta: Il consigliere letterario

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L’amore fatale di Ian McEwan

Quando lo stalking non era ancora reato  (4,5 stelle)

Questo è stato il mio primo approccio a McEwan, e sinceramente non ricordo nemmeno cosa mi abbia spinto a prendere questo libro a scambio, ma sono lieta di averlo fatto.
Si tratta di un romanzo non classificabile a mio avviso, mescola la suspance di un giallo con la divulgazione scientifico-filosofica e l’analisi profonda e molto analitica dei sentimenti e delle dinamiche umane.
La scrittura è scorrevole, perfino nei passaggi dove c’è una minuzia del particolare quasi logorante, il testo rimane piacevole da leggere, e questo sicuramente grazie alla bravura dell’autore col suo very english style, ma anche grazie alla bravissima traduttrice Susanna Basso.
Il romanzo è ambientato negli anni ’90, quando ancora il reato di stalking non era riconosciuto e si basa su una storia realmente accaduta, da cui McEwan prende spunto per sviscerare tutto ciò che  una persecuzione comporta a livello emotivo e pratico nelle vite di chi ne resta coinvolto. Ma il libro non parla solo di questo, tocca argomenti che vanno dall’analisi delle relazioni di coppia, all’annosa questione scienza contro religione, alla descrizione delle frustrazioni lavorative che possono colpire anche chi apparentemente sembra appagato da una brillante carriera, alla semplice (si fa per dire) caratterizzazione di diverse tipologie umane e molto altro.
Sinceramente “L’amore fatale” mi è piaciuto molto e mi invoglia a leggerlo ancora. McEwan non mi ha travolta con un innamoramento folle e repentino, la sua scrittura lucida ed analitica non porta ad una passione immediata e sensuale, tuttavia mi ha catturata per la sua intelligenza e per la raffinatezza di scrittura accompagnate ad una capacità descrittiva fuori del comune.
CITAZIONI

“Forse è questa l’essenza di ogni lettera d’amore: la celebrazione dell’unicità.”

” Non esiste società umana studiata dagli antropologi, <…> che non presenti una suddivisione in uomini-guida e sottoposti; e nessuna emergenza che sia mai stata risolta efficacemente secondo sistemi democratici.”

“Anche l’egoismo ce lo portiamo scritto nel cuore. È questo il conflitto di noi mammiferi: quanto dare agli altri, E quanto tenere per noi. “


“È chiaramente falso che senza linguaggio non esista pensiero. Io avevo un pensiero, uno stato d’animo, una sensazione e stavo cercando il modo per dire ciascuno di essi.”


” D’altra parte, sorridono anche i neonati cechi e sordi. Il sorriso deve proprio essere messaggio forte, e per buone ragioni evoluzionistiche.”


“Non ci furono liti, nemmeno battibecchi, come se entrambi sapessimo che un confronto poteva farci a pezzi. Ci rivolgevamo la parola con estrema cautela, chiacchieravamo di lavoro e ci scambiavamo messaggi sulla spesa, il mangiare, le piccole incombenze domestiche. <…> Se non proprio l’amore, avevamo dimenticato il trucco che lo chiami in vita, non sapevamo come entrare in argomento. <…> mi ricordavo della sua bellezza come di un dato acquisito sui libri e imparato a memoria.”


“Tutto ciò che è prevedibile diventa, per definizione, scontato e lascia la nostra attenzione libera di concentrarsi meglio sull’inatteso e il casuale.”


“Viviano dentro una nebbia percettiva in parte condivisa, ma inaffidabile, e i nostri dati sensoriali ci arrivano distorti dal prisma di desideri e convinzioni che alterano persino i ricordi. <…> Discendiamo da una stirpe degli spacciatori di mezze verità in quali per convincere gli altri, escogitarono l’espediente di persuadere se stessi.”


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