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Il popolo dell’abisso di Jack London 

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Reportage ☆☆☆

Anche stavolta mi sono affidata solo ed esclusivamente all’ascolto del Podcast di Ad Alta voce Rai TRE, per motivi che non sto a spiegarvi sto leggendo un po’ meno in questi ultimi tempi, i cartacei vanno a rilento e gli audiolibri supportati dalla lettura ebook pure… quindi anche in questo caso la lettura è solamente un ascolto senza sottolineature e citazioni.

Non credevo che Jack London avesse scritto anche libri di questo genere e quando ho ascoltato il podcast sono rimasta sorpresa dalla tematica affrontata.

Per certi versi mi ha ricordato Il Mare non bagna Napoli  di Anna Maria Ortese (del quale vi consiglio di leggere il commento che ho linkato) anche se questo romanzo-documentario è stato scritto molto tempo prima; di fatto i problemi sono più o meno gli stessi, gli stessi che ci portiamo dietro ancora oggi in posti diversi della terra, ma simili e ripetuti i problemi migrano durante le epoche senza esauririsi, la povertà e l’emarginazione a quanto pare non si estinguono.

L’autore evidenzia le condizioni dei quartieri poveri di Londra, in cui non si trovano spiragli di luce, luoghi in cui solo per il fatto di nascervi non hai scampo nè possibilità di una vita migliore. Come già ho scritto in molti miei commenti la letteratura serve anche a capire che certe cose non cambiano nel corso della storia,  si ripetono all’infinito indipendentemente dalla volontà del singolo… civiltà che si evolvono ed altre che regrediscono a fasi alterne, ed in tutto questo l’uomo che si trova nella parte sbagliata del mondo ne paga le conseguenze.

Un libro di denuncia che ho apprezzato soprattutto per l’onestà dell’autore nel vivere certe realtà prima di scriverne; lo stile invece non mi ha coinvolta, seppur considerando che c’è sempre una traduzione di mezzo ho trovato la prosa priva di certe peculiarità che mi fanno apprezzare o meno un testo.