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La vita davanti a sé di Romain Gary

Copertina di La vita davanti a sé

Di una bellezza disarmante.

Romain Gary (Pseudonimo di Roman Kacew)
Dopo la morte di Kacew si scoprì che, sotto lo pseudonimo di Émile Ajar, era anche l’autore di altri quattro romanzi la cui paternità era stata attribuita ad un suo parente.

Sono venuta a conoscenza di questo diamante grezzo grazie alla Twittlettura (lettura collettiva su Twitter) cui partecipo da vari mesi ormai. Non avevo mai sentito parlare di questo autore dai molteplici pseudonimi né di questa storia che si è rivelata bellissima, e non finirò mai di ringraziare chi me li ha fatti scoprire.
“La vita davanti a sé” è ambientato nel 1970 a Parigi ed è il racconto autobiografico, dall’infanzia all’età attuale, di un quattordicenne trovatosi a vivere un’esistenza decisamente difficile. Momo, il protagonista, narra la sua vita di “figlio di puttana” dato in custodia ad una vecchia signora, Madame Rosa, puttana anch’essa in pensione, che raccoglie a casa sua dietro compenso i figli delle meretrici di professione.
Il libro si legge con una facilità incredibile, è scritto in modo semplice e diretto, proprio come se fosse un bambino non troppo istruito ma di una sensibilità stupefacente a raccontare in prima persona. Inizialmente, nonostante il fascino indiscutibile della storia, sono rimasta un po’ infastidita dagli strafalcioni incontrati e mi sono chiesta se l’uso spesso errato dei verbi fosse una scelta del traduttore o dell’autore, ma ben presto ho compreso che lo stile sgrammaticato è certamente voluto, per tradurre il modo di parlare e di pensare di un ragazzino dei bassifondi parigini. Momo è circondato da brutture che racconta con la naturalezza tipica di chi le vive come una cosa normale, il candore e l’inclemenza al tempo stesso del suo sguardo ci portano in una realtà durissima, in cui troviamo però tanta umanità nel senso positivo del termine.
Argomenti spinosi, tuttora reputati tabù, vengono qui affrontati con una semplicità ed una chiarezza disarmante, in questo libro nulla è osceno, nulla è volgare seppur le cose vengano chiamate con il loro nome. Esistono delle verità e ce le ritroviamo tra le mani senza falsi pudori, verità crude che viste attraverso il giovane protagonista diventano perfino accettabili.
Credo di non aver mai sottolineato così tante frasi in un libro.
“La vita davanti a sé” è una citazione continua, trovare frasi belle da abbinare ai miei dipinti e da riportare nella Twittlettura è stato facile, si tratta di un romanzo in cui basta aprire una pagina a caso per trovare frasi folgoranti e ampiamente condivisibili.
Potrei continuare a dilungarmi in lodi sperticate analizzando i vari temi toccati da Gary, ma mi fermo qui, non voglio analizzare ciò che ci viene servito già chiarissimo, voglio semplicemente incoraggiare la lettura questo bellissimo libro, invitare chi mi legge ad accostarvisi senza pregiudizi e moralismi ed a farsi coinvolgere da una storia veramente speciale.

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