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Biglietto scaduto di Romain Gary

Biglietto scaduto
collana: Biblioteca Neri Pozza
ISBN 978-88-545-0138-6
Pagine 224
Euro 12,00
*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***
Una certezza (4,5 stelle)
Ormai questo autore si sta rivelando una certezza. 
Mi sono innnamorata di Romain Gary leggendo “La vita davanti a sè” e mi sono ripromessa che avrei letto qualcos’altro di suo.
Questo è un romanzo insolito, dove si parla di un tema che non mi era mai capitato di trovare in letteratura, e soprattutto se ne parla in un modo così esplicito che tutto diventa facile, naturale e mai volgare. Il declino fisico-sessuale maschile è al centro del libro, ciò che accade ad un uomo piacente quando comincia a non essere più padrone del suo corpo viene qui sviscerato con profondità e ironia al tempo stesso, troviamo nelle parole di Gary una brutale sincerità mescolata ad una poesia del sentimento. In questa storia, oltre a molto altro, si racconta anche la beffa della vita, le cose capitano quando capitano e non necessariamente quando si hanno le forze per affrontarle; qui, quando l’eroe è finalmente  disposto ad amare con con tutto te stesso il corpo non lo assiste più.
Man mano che la storia proseguiva non potevo fare a meno di identificare il protagonista con l’autore stesso, ed ho creduto di ritrovare nei motivi che portano Jaques Rainier a voler organizzare il suo assassinio le stesse pulsioni che hanno portato Gary a suicidarsi nel 1980. Quando uno scrittore è così bravo da farti credere reale ciò che scrive, diventa quasi impossibile non farsi affascinare dalle coincidenze, pensare che ciò che stiamo leggendo siano la verità e l’esperienza viva dell’autore diventa quasi inevitabile.
Di questo romanzo ho apprezzato tutto, lo stile, la tematica, le riflessioni… un po’ meno il finale. Non fraintendetemi, a me il lieto fine piace, ma qui mi è parso che si sia voluto dare un contentino all’amore, si è voluto far vincere il sentimento sul declino, il romanticismo sulla realtà. Forse sono rimasta un po’ appesa perchè nella vita reale l’autore, nelle mie convinzioni  alterego del protagonista, si è ucciso, e nella mia mente, che aveva classificato questo libro come una sorta di spiegazione e di addio, si era creata un’aspettativa che è stata disattesa.
Nonostante questa piccola critica rimane una bella storia che consiglio di leggere sia alle donne che come me ignorano molte dinamiche maschili e qui possono trovare risposte interessanti, che agli uomini perchè trovino tra queste righe un conforto nel mal comune.
CITAZIONI

Temo solo che venga presto il momento in cui la comprensione si muta in compassione e la tenerezza, la preoccupazione di risparmiarmi si avvicinano tanto pericolosamente alla pietà e alla sollecitudine materna che i nostri rapporti rischiano di cambiare natura.
Una pericolosa simmetria in cui l’angoscia di uno sollecita l’insicurezza e l’ansia dell’altro: così tutto si aggrava fino all’incomunicabilità finale…

Quando mi mette così la testa sulla spalla, come è strano scoprire che la mia spalla non era mai stata al suo posto. Il collo ha una facilità nella grazia che la letteratura ha banalizzato con l’aiuto dei cigni. La sottigliezza della vita spaventa le mie mani che la pienezza dei fianchi subito colma, e quando la capigliatura sciolta si unisce alla testa; le mie labbra perdono il respiro a furia di correre. Penso alle statue di coppie scolpite nella pietra che si sono scalfite ed erose nello scorrere del tempo e a quella nostalgia di durata infinita che fallirà nella pietra, perché solo gli istanti hanno genio.
Era uno di quei vecchi che sembrano invecchiati nella felicità della coppia e immaginavo che avesse una moglie che gli somigliava e che i loro sessant’anni di vita in comune fossero una specie di segreto che dividevano e che aveva una risposta a tutto.

«E’ una sporca faccenda, essere sempre giovani, quando si invecchia…»

Non ho mai ricevuto dono più bello di quel modo che aveva di dormire sul mio petto in un atteggiamento fiducioso e di totale sicurezza.

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La vita davanti a sé di Romain Gary

Copertina di La vita davanti a sé

Di una bellezza disarmante.

Romain Gary (Pseudonimo di Roman Kacew)
Dopo la morte di Kacew si scoprì che, sotto lo pseudonimo di Émile Ajar, era anche l’autore di altri quattro romanzi la cui paternità era stata attribuita ad un suo parente.

Sono venuta a conoscenza di questo diamante grezzo grazie alla Twittlettura (lettura collettiva su Twitter) cui partecipo da vari mesi ormai. Non avevo mai sentito parlare di questo autore dai molteplici pseudonimi né di questa storia che si è rivelata bellissima, e non finirò mai di ringraziare chi me li ha fatti scoprire.
“La vita davanti a sé” è ambientato nel 1970 a Parigi ed è il racconto autobiografico, dall’infanzia all’età attuale, di un quattordicenne trovatosi a vivere un’esistenza decisamente difficile. Momo, il protagonista, narra la sua vita di “figlio di puttana” dato in custodia ad una vecchia signora, Madame Rosa, puttana anch’essa in pensione, che raccoglie a casa sua dietro compenso i figli delle meretrici di professione.
Il libro si legge con una facilità incredibile, è scritto in modo semplice e diretto, proprio come se fosse un bambino non troppo istruito ma di una sensibilità stupefacente a raccontare in prima persona. Inizialmente, nonostante il fascino indiscutibile della storia, sono rimasta un po’ infastidita dagli strafalcioni incontrati e mi sono chiesta se l’uso spesso errato dei verbi fosse una scelta del traduttore o dell’autore, ma ben presto ho compreso che lo stile sgrammaticato è certamente voluto, per tradurre il modo di parlare e di pensare di un ragazzino dei bassifondi parigini. Momo è circondato da brutture che racconta con la naturalezza tipica di chi le vive come una cosa normale, il candore e l’inclemenza al tempo stesso del suo sguardo ci portano in una realtà durissima, in cui troviamo però tanta umanità nel senso positivo del termine.
Argomenti spinosi, tuttora reputati tabù, vengono qui affrontati con una semplicità ed una chiarezza disarmante, in questo libro nulla è osceno, nulla è volgare seppur le cose vengano chiamate con il loro nome. Esistono delle verità e ce le ritroviamo tra le mani senza falsi pudori, verità crude che viste attraverso il giovane protagonista diventano perfino accettabili.
Credo di non aver mai sottolineato così tante frasi in un libro.
“La vita davanti a sé” è una citazione continua, trovare frasi belle da abbinare ai miei dipinti e da riportare nella Twittlettura è stato facile, si tratta di un romanzo in cui basta aprire una pagina a caso per trovare frasi folgoranti e ampiamente condivisibili.
Potrei continuare a dilungarmi in lodi sperticate analizzando i vari temi toccati da Gary, ma mi fermo qui, non voglio analizzare ciò che ci viene servito già chiarissimo, voglio semplicemente incoraggiare la lettura questo bellissimo libro, invitare chi mi legge ad accostarvisi senza pregiudizi e moralismi ed a farsi coinvolgere da una storia veramente speciale.

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