garcia marquez

Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez

Copertina di Cent'anni di solitudine

Bellissimo a distanza di tempo

Quando ho letto questo capolavoro ero ancora una lettrice molto acerba e non avvezza ad un certo tipo di letteratura.
All’inizio ho faticato a leggerlo, soprattutto per i nomi che si ripetevano nelle generazioni creandomi non poca difficoltà, però, ogni volta che lo aprivo venivo affascinata dai personaggi sicuramente fuori dal comune… A metà libro mi  sono affezionata a Macondo, alla sua gente stramba, alle vicende surreali…
Credo sia un libro da rileggere e riassaporare a distanza di tempo, credo che se lo affrontassi adesso ne trarrei un piacere maggiore, lo apprezzo ora nel ricordo e alla luce di altri libri che ho letto dello stesso autore.
Non è il mio romanzo preferito di Gabo, ma è di sicuro una lettura che non dovrebbe mancare nella vita di una persona.
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Foglie morte di G.Garcia Marquez

Copertina di Foglie morte

Penalizzato dal confronto (3,7 stelle)

I libri andrebbero letti al momento giusto. Non sempre un libro anche se bello viene letto nel momento in cui siamo predisposti ad apprezzarlo. Per quanto riguarda Garcia Marquez posso dire che ho letto “cent’anni di solitudine” troppo presto e “foglie morte” troppo tardi. Con questo voglio dire che forse sarebbe stato meglio leggerli proprio nell’ordine in cui l’autore stesso li ha scritti. In “foglie morte” si trova il germe, e anche il luogo di ambientazione di “cent’anni di solitudine”, ma in modo molto più acerbo e breve.
Posso dividere questo libro in due parti, una prima che mi ha generato un senso di fastidio e di disturbo, che rende perfettamente l’idea di una situazione marcia, stagnante, che ho trovato deprimente e asfissiante, ed una seconda che invece mi ha appassionata lasciandomi tuttavia insoddisfatta, perché alcuni dei quesiti emersi durante il romanzo non sono stati chiariti.
Ciò che ogni volta mi stupisce di Marquez è il modo di ragionare che hanno i suoi personaggi, per la mia mente un pensiero insondabile, inaspettato, che si traduce in atteggiamenti insoliti, inspiegabili razionalmente. Questo probabilmente avviene perché alla geniale capacità letteraria dell’autore si mescola comunque un modus vivendi tipico dell’America del Sud a me sconosciuto. Sicuramente tra i romanzi di Garcia Marquez che ho letto questo non si annovera tra i miei preferiti, tuttavia, anche se penalizzato dal paragone con gli altri, lo considero comunque un buon libro, al quale ho forse dedicato poca attenzione e che ho letto troppo in fretta.
Citazioni:
“Adesso non sembra un uomo. Adesso sembra un cadavere a cui non siano ancora morti gli occhi.”
“… cucivamo con lentezza, con l’accurata minuzia di chi non ha fretta e ha trovato nel suo lavoro impercettibile la miglior misura per il proprio tempo.”
“Il suo riso era triste e taciturno, come se non fosse il risultato di un sentimento attuale, ma come se lo tenesse riposto nel cassetto e non lo tirasse fuori che nei momenti indispensabili, ma usandolo senza nessuna proprietà, come se l’uso poco frequente del sorriso che avesse fatto dimenticare il modo normale di utilizzarlo.”

L’incredibile e triste storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata di G.G Marquez

Copertina di L'incredibile e triste storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata

Assurdamente bello

Le storie di Marquez sono sopra le righe. Assurde ma che sembrano vere, vere nell’essenza dei personaggi che comunque talvolta sembrano estranei a loro stessi. Come nelle favole , ma senza lieto fine , le storie si dipanano lontane dai perché e i percome della vita normale, fermarsi a cercare spiegazioni logiche é inutile, Marquez va assaporato, e basta.

Memoria delle mie puttane tristi di G.G.Marquez

Copertina di Memoria delle mie puttane tristi

Forse, se non avessi precedentemente letto “La casa delle belle addormentate” di Kawabata, avrei potuto apprezzare questa storia.
Ma la scopiazzatura, in un certo senso ammessa da Marquez stesso nella sua citazione all’inizio del libro, mi ha impedito di essere serena e imparziale nella lettura.
Ho continuato a fare paragoni fra le due storie, fra i caratteri comuni e quelli divergenti, tra i due modi di scrivere… e questo mi ha impedito di gustare un eventuale piacevolezza nel racconto di Marquez.
Mi è sembrato un rifacimento peggiorativo del libro di Kawabata. Gabo sarà anche il Re Mida della letteratura, ma il fatto di essere uno scrittore affermato non da, a mio avviso, il diritto di riscrivere una storia già bella e molto particolare in origine.
Non si può gridare “al capolavro” per qualsiasi libro esca dalla penna di un autore, per quanto geniale e affermato esso sia.

Dell’amore e di altri demoni di G.G.Marquez

Copertina di Dell'amore e di altri demoni

Sappiamo subito la fine, ma fino all’ultima riga speriamo che cambi… (4,8 stelle)

Quanti demoni travestiti da persone di fede hanno devastato la vita di creature senza colpa? L’ignoranza e la religione hanno mietuto vittime quanto le guerre…
Questo libro è di una bellezza cruda ed onirica, passione,fantasia e realtà si mescolano sapientemente dando vita a creature affascinanti come Sierva maria de Los Angeles o Cayetano Delaura o ancora come Abrenuncio.
Una storia bellissima, atroce, estrema, crudele…resa tollerabile soltanto dalla maestria e dalla poesia di Gabriel Garcia Marquez.

Vivere per raccontarla di G.Garcia Marquez

Copertina di Vivere per raccontarla

Dopo 100 pagine mi arrendo

E’ con dispiacere che abbandono il mio primo libro del 2013, ma è troppo lungo e seppur interessante non mi appassiona talmente da proseguire per altre 300 pagine. Lo consiglio solo agli appassionati folli di Gabo, quelli che vogliono sapere tutto di lui e scoprire cosa c’è dietro ad ogni sua storia. Nei ricordi che lo scrittore riversa in “Vivere per raccontarla” possiamo ritrovare persone e fatti incontrati nei suoi racconti o nei suoi libri, all’improvviso “Cent’anni di solitudine” assume una veridicità insospettata, particolari che parevano fantasiosi si rivelano fatti davvero accaduti nella singolare famiglia del singolare Marquez.
Incalzata dai tanti libri che ho voglia di leggere, arrivata circa a pagina 100, avverto che mi pesa troppo continuare questa lettura, probabilmente perchè certe storie magiche voglio che restino tali, mentre raccontate con lo stile di questo libro (realistico e affatto onirico) perdono in parte il loro fascino.