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Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino

 

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Il sentiero dei nidi di ragno
Di Italo Calvino Editore: Mondadori Lingua: Italiano | Numero di pagine: 152
Isbn-10: 8852027335 | Isbn-13: 9788852027338
Per l’ascolto potete cercare il podcast sul sito di AD ALTA VOCE

 

Sono ingrata?

Dispiace fare critiche quando si usufruisce di qualcosa gratuitamente ma non posso esimermi dall’essere onesta e sincera nelle mie recensioni, per quanto amatoriali esse siano. La mia critica va alla lettura di Manuela Mandracchia più che al libro, del quale parlerò dopo questa mia digressione iniziale. Ho ascoltato questo romanzo mediante il podcast di Ad Alta Voce supportato dall’ebook di Mondadori e devo dire con molto dispiacere che ho trovato l’interpretazione della Mandracchia insopportabile. Già non mi aveva fatto impazzire nella lettura de Il buio oltre la siepe, ma il libro era talmente bello che riuscii a distrarmi dalle vocette odiose della lettrice…ma in questo caso temo che sia riuscita a rovinare del tutto l’apprezzamento che potevo avere della storia.

Anche per quanto concerne Calvino ormai credo di poter affermare che non sia tra i miei scrittori preferiti, questo racconto non si può definire brutto e sicuramente è una storia adatta anche ai ragazzi, utile per far vivere loro un’esperienza letteraria di ciò che è stata la Resistenza, ma da un punto di vista alternativo e originale. Il piccolo protagonista, con tutte le sue attenuanti, non è riuscito a suscitare in me affezione e nemmeno altri personaggi della storia si sono distinti per simpatia; insomma, non me la sento di gridare al capolavoro e non mi sento nemmeno di consigliarne l’ascolto visto quanto ho trovato irritante la lettrice.

D’altronde non si può amare tutto, non si può essere buonisti o generosi nel giudizio a prescindere e soprattutto non si può essere falsi, comunque citazioni che vale la pena riportare le ho trovate e ve le propongo.

Citazioni:

Gente che s’accomoda nelle piaghe della società, e s’arrangia in mezzo alle storture, che non ha niente da difendere è niente da cambiare. Oppure tarati fisicamente, o fissati, o fanatici. Un’idea rivoluzionaria in loro non può nascere, legati come sono alla ruota che li macina. Oppure nascerà storta, figlia della rabbia, dell’umiliazione, come negli sproloqui del cuoco estremista. Perché combattono, allora? Noia hanno nessuna patria, né vera né inventata.”

“Questo è il significato della lotta, il significato vero, totale, al di là dei vari significati ufficiali. Una spinta di riscatto umano, elementare, anonimo, da tutte le nostre umiliazioni: per l’operaio dal suo sfruttamento, per il contadino dalla sua ignoranza, per il piccolo borghese dalle sue inibizioni, per il paria dalla sua corruzione. Io credo che il nostro lavoro politico sia questo, utilizzare anche la nostra miseria umana, utilizzarla contro se stessa, per la nostra redenzione, così come i fascisti utilizzano la miseria per perpetuare la miseria, e l’uomo contro l’uomo.”

“Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo.”

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Lezioni americane di Italo Calvino

Mondadori 
ISBN 9788852027369 
210 pagine
“La “Leggerezza”, la “Rapidità”, l'”Esattezza”, la “Visibilità”, la “Molteplicità” dovrebbero in realtà informare non soltanto l’attività degli scrittori ma ogni gesto della nostra troppo sciatta, svagata esistenza.” (Dalla quarta di copertina di Gian Carlo Roscioni alla prima edizione)
 
Amara sconfitta
Una lettura che mi ha riportato indietro nel tempo, a quando assistevo alle lezioni di storia dell’Arte come studentessa. La differenza è che si poteva interrompere il fiume di parole e chiedere delucidazioni al professore, cosa che in questo caso non è potuta avvenire.
Purtroppo con questo testo è saltata fuori la mia incommensurabile ignoranza e temo di aver compreso un dieci per cento di ciò che ho letto.
Citazioni:
“ Oggi siamo bombardati da una tale quantità d’immagini da non saper più distinguere l’esperienza diretta da ciò che abbiamo visto per pochi secondi alla televisione. La memoria è ricoperta da strati di frantumi d’immagini come un deposito di spazzatura, dove è sempre più difficile che una figura tra le tante riesca ad acquistare rilievo.”
“La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d’ogni possibilità di realizzazione.”
Passi di: Italo Calvino. “Lezioni americane”.

Il barone rampante di Italo calvino

Copertina di Il barone rampante

Un dovere leggere Calvino 

 
Probabilmente se non avessi ascoltato l’audiolibro letto da Manuela Mandracchia non sarei riuscita a portare fino in fondo questa storia che non incarna esattamente i miei gusti letterari; grazie all’espressività della lettrice ho potuto assaporare comunque le parti che mi rimanevano meno interessanti.
Arrivata alla mia età non potevo esimermi dal leggere un classico come Calvino, ed ho preferito iniziare con qualcosa che ritenevo fosse abbordabile come questo romanzo.
La storia è sicuramente una metafora della scelta di non adeguarsi a ciò che non reputiamo giusto, di non scendere a compromessi, mai.
Alcuni passaggi mi sono piaciuti molto, altri molto meno, sinceramente se non si fosse parlato di gatti infilzati con lo spadino e uccisioni di varie bestiole sarei stata più contenta, ma questo forse è un problema della mia personale sensibilità nei confronti degli animali.
Come ho già detto non rappresenta il genere di letteratura che prediligo, è tuttavia impossibile non riconoscere a Calvino i meriti in qualità di scrittore e la fantasia usata per esprimere alcuni concetti. Apprezzabili anche i richiami storici che si intrecciano alle vicende personali del protagonista e ci fanno calare perfettamente nel periodo in cui il racconto si svolge. 
CITAZIONI 
“Ma questi sono bambini che la sera le madri non gridano per farli tornare, ma gridano perché sono tornati, perché vengono a cena a casa, invece d’andare a cercarsi da mangiare altrove” 
“ i doveri dei cittadini liberi ed eguali o le virtù dell’uomo che segue la religione naturale diventavano regole d’una disciplina spietata, articoli d’una fede fanatica, e al di fuori di ciò non vedeva che un nero quadro di corruzione, e tutti i nuovi filosofi erano troppo blandi e superficiali nella denuncia del male, e la via della perfezione, se pur ardua, non consentiva compromessi o mezzi termini” 
“finché non morì, senza aver capito, dopo una vita intera dedicata alla fede, in che cosa mai credesse, ma cercando di credervi fermamente fino all’ultimo” 
“«Però, è così bravo», «Però, certe cose le fa bene», col tono di chi vuol fare apprezzamenti obiettivi su persona di diversa religione, o di partito contrario, e vuol mostrarsi di mente così aperta da comprendere anche le idee più lontane dalle proprie.”