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La signora nel furgone di Alan Bennett

Alan Bennett

La signora nel furgone
Traduzione di Giulia Arborio Mella
Adelphi eBook
2012, pp. 89
isbn: 9788845971945
Letteratura inglese

 
 
 
  Una folatina di vento (2,5 stelle)
 
Questo racconto è stato una folatina di vento nel mio pomeriggio da lettrice, mi aspettavo un venticello impertinente e giocoso e invece è stato un vento calmo che non mi ha spettinato le idee.
La storia c’è, anche se raccontata in modo ironico (ma non troppo) e volutamente quasi asettico, con quel distacco tipicamente “english”, una storia di vecchiaia e di degrado simile a tante tranne per il fatto che è capitata ad un personaggio famoso come lo scrittore che qui la racconta. Mi ha ricordato molto “Il diario di Jane Somers” di Doris Lessing, ma solo per la tematica affrontata e non certo per la lunghezza e la profondità con cui l’argomento è stato toccato.
Un libro che si può anche fare a meno di leggere ma che comunque regala qualche piccola riflessione  senza avvilirci troppo e con uno stile sobrio ma leggero.
 
Risvolto di copertina:
Chi accetterebbe mai di ospitare per diciotto anni nel giardino di casa propria una anziana barbona e il furgone debordante di rifiuti che ne costituisce il domicilio? Oltretutto Miss Shepherd non è una vecchina che susciti tenerezza: è grande e grossa, scontrosa, bislacca, poco incline alla gratitudine. Porta una sottana fatta di stracci per la polvere, occhiali da sole verdi e, a mo’ di cappello, un cestino di paglia ottagonale. Si fa scarrozzare per la città su una sedia a rotelle ed emana un insopportabile fetore. Chi mai accetterebbe una così perturbante prossimità? Forse solo Alan Bennett, che in questo libro permeato di sublime, sardonica pietas, e sostenuto da uno sguardo attento al più minuto particolare visivo e olfattivo, ci affida l’irresistibile diario di una lunga, incongrua convivenza. E forse solo Alan Bennett poteva trasformare l’abiezione in un genere di humour personalissimo – e Miss Shepherd in un personaggio memorabile.

 

 
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Nudi e crudi di Alan Bennett

Copertina di Nudi e crudi

Geniale e surreale ma plausibile.
La storia, si legge velocemente, non privo di spunti di riflessione. Il finale, a parer mio, precipita troppo alla svelta, come se avesse un ritmo diverso dal resto del libro e questo lo sciupa un po’, nonostante ciò uno dei migliori libri che abbia letto di questo autore.

Una vita come le altre di Alan Bennett

Copertina di Una vita come le altre

Abbandonato a metà…

Non posso definire questo libro brutto, ma arrivata circa a metà l’ho trovato noioso.
Avendo già letto Nudi e crudi di questo autore forse mi aspettavo una cosa del genere, invece ho trovato un delicato racconto sulla sua storia familiare che non mi ha appassionato più di tanto.
Con questo non voglio togliere nulla alla validità come scrittore di Bennet e mi accingerò a leggere altro di lui.

Scritto sul Corpo di Alan Bennett

Copertina di Scritto sul corpo

Dopo aver letto “Nudi e crudi” di Alan Bennett mi è venuta voglia di leggere altro di suo perchè l’ho trovato folgorante, invece dopo il primo innamoramento mi sono ritrovata due delusioni, una dopo l’altra, prima con “Una vita come le altre” e adesso con questo “Scritto sul corpo”(entrambi autobiografici).
Questo libretto pur conservando la vena ironica che tanto mi aveva affascinato mi è risultato noioso, tranne un paio di passaggi in cui mi ha fatto sorridere.
Citazione:In fondo, alcuni di noi hanno l’impressione di essere stati saltati il giorno in cui ci fu la distribuzione del sesso, o di non averlo ricevuto in una quantità sufficiente, qualunque essa sia.

Signore e signori di alan Bennett

Copertina di Signore e signori

Questo è il Bennet che mi piace! (4,5 stelle)

I monologhi qui presentati non mi sono piaciuti tutti allo stesso modo, ma nel complesso sono molto soddisfatta.
Amo il Bennet tristemente ironico, personaggi delineati con un paradossale distacco tanto da renderli commoventi, queste figure così piccole e mediocri, ignare della loro pochezza, perfettamente umane.
Sono monologhi di una afflizione infinita, forse proprio perchè apparentemente non sono tristi, sono presentati come una quotidiana storia di gente normale, con una visione molto inglese che rende, per contrasto, più drammatica la vicenda, di per se spesso banale. Tra i miei preferiti c’è “Una donna come tante” in cui la vivacità e l’inconsapevolezza della protagonista enfatizzano la drammaticità del racconto. In “Un letto fra le lenticchie” mi sono fatta proprio delle sane risate, pur essendo sempre presente, la nota amara qui non ha prevalso e la lettura è stata estremamente piacevole e divertente. Ho trovato molto bello anche “Una donna di lettere” nel quale Bennet ci offre un’analisi insolita della solitudine, un percorso nel quale cambia completamente l’idea che ci facciamo all’inizio della protagonista. Se dapprima sembra semplicemente una persona un po’ puntigliosa sull’osservanza delle regole in seguito si manifesta il suo lato maniacale e alla fine si evince che è la solitudine che l’ha modificata in questo modo.
Un libro godibilissimo che consiglio.

La cerimonia del Massaggio di A.Bennett

Copertina di La cerimonia del massaggio

Non si ripete la magia (2,5 stelle)

Dopo “Nudi e Crudi” ho continuato a leggere Bennet nella speranza che si ripetesse la magica folgorazione del primo libro letto, ma non è stato così. Questo breve romanzo che mi avevano ventilato come divertente non mi ha entusiasmata. La storia è molto originale a dire il vero ma lo stile in cui è raccontanta mi è apparso un po’ fiacco, per leggere una novantina di pagine mi ci sono volute ben tre sere tra sbadigli e divagamenti del pensiero.