barolini

I giorni dell’abbandono: storie lasciate a metà.

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Michael Kohlhaas
La marchesa di O*** – Terremoto nel Cile
Di Heinrich von Kleist
Editore: Rizzoli – BUR

In parte mi è sembrato una lunga favola dei fratelli Grimm ed in parte mi è sembrato il “libro delle sfighe”…sinceramente non mi è piaciuto e l’ho mollato prima di riuscire a finirlo.
Al povero Kohlhaas capitano tutte le ingiustizie possibili e la storia per come era scritta non valeva a mio avviso lo sforzo di sopportare il nervoso indotto.


Jubiabá Di Jorge Amado

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Editore: Einaudi
Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue)
Isbn-10: 8806129589 | Isbn-13: 9788806129583

Ormai ho capito che Amado proprio non mi interessa… Dopo poche pagine senza infamia e senza lode sono andata a rileggermi la trama e mi sono chiesta se la storia mi interessasse veramente…e la risposta è stata NO.


L’ultima Contessa di famiglia di Antonio Barolini

 

Editore: Feltrinelli (I narratori; 124)
Lingua: Italiano | Numero di pagine: 311 | Formato: Copertina rigida
Isbn-10: A000217798 | Data di pubblicazione: 20/03/1968 | Edizione 1

Rilassante, anche troppo. 


Abbandonato dopo aver letto sette racconti. Il libro è scritto in modo piacevole ma non l’ho trovato eccessivamente interessante o stimolante. Si tratta di una serie di ricordi familiari nei quali ho riscontrato più la dolcezza del ricordo, la piacevolezza che si potrebbe avere se si facesse parte della stessa famiglia nell’ascoltare le storie dei propri avi; ma non facendo parte di questa famiglia, da lettrice esterna sinceramente non mi hanno appassionato e alla lunga mi stavo annoiando. Dei sette che ho letto quello che mi è piaciuto forse di più è il primo, più ironico forse ma soprattutto ambientato in America e per questo narrante atteggiamenti a me ignoti e che mi incuriosivano maggiormente.


Il soccombente di Thomas Bernhardt

Traduzione di Renata Colorni
gli Adelphi
1999, 9ª ediz., pp. 186
isbn: 9788845914935
Temi: Letterature di lingua tedesca
Pensai. 


No, non ce la faccio. Questo libro è un’istigazione al suicidio per ogni artista che non sia un genio, ed io un genio non lo sono… ma non voglio né suicidarmi né smettere di dipingere.
Inoltre questo intercalare continuo del verbo “pensai” mi ha reso quasi isterica.
No, non è un libro per me.
Proverò altro di questo autore perché un amico me ne ha parlato benissimo, sperando in qualcosa di diverso da “Il soccombente”.