baricco

Novecento di Alessandro Baricco

Novecento letto da Stefano Benni. Audiolibro. CD Audio formato MP3

Editore Feltrinelli
Formato Audiolibro
Pubblicato 04/05/2011
Lingua Italiano
ISBN-13 9788807735073


Ah baricco… 

Impossibile non affermare che questo monologo teatrale di Baricco sia eccellente. “Novecento” è un condensato di filosofia per certi versi, una grande metafora sulle paure umane, sulla vita e le sue incertezze; il discorso finale in cui il protagonista spiega all’amico perché non è voluto mai scendere dalla nave su cui era nato e su cui ha trascorso tutta la sua vita è stupendo. Ma Baricco si sa, è bravo, talmente bravo che mi sembra finto ed il primo amore provato per lui adesso è stato sostituito da una sorta di diffidenza. Non riesco a leggere questo autore e a sentirlo vero, ogni volta che mi accosto ad una sua opera ne percepisco il valore letterario e spesso inventivo, ma non riesco mai a provare un coinvolgimento tale da considerare i suoi testi capolavori veri e propri. E quando ti fai un’idea a pelle è difficile poi togliertela dalla testa, quando provi una sensazione che non sai spiegare non c’è scrittura perfetta o trama superba che tengano. Probabilmente i miei primi approcci con quest’autore sono stati migliori perché risalenti a qualche anno fa, mi mancava tutta una serie di libri che mi hanno portato ad una maturità di lettrice che adesso mi fa vedere Baricco con occhi diversi. Tornando a “Novecento” è sicuramente un ottimo prodotto letterario, e soprattutto ho avuto la possibilità di assaporarlo nell’interpretazione molto particolare dell’attore teatrale Eugenio Allegri , che sicuramente ha dato una connotazione personale e molto creativa all’opera.

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Tre volte all’alba di Alessandro Baricco

Genereletteratura italiana
Listino:€ 10,00
Editore:Feltrinelli
Data uscita:21/03/2012
Pagine:96
Formato:brossura
Lingua:Italiano
EAN:9788807019050

Impalpabile Baricco

Un atmosfera stile Raymond Carver, con la fantasia e la leggerezza di Baricco. 
Una lettura gradevole ma che non lascia troppo il segno.
Una storia impalpabile calata in una realtà appena accennata, dove la profondità del sentire è solo apparente a mio avviso.
Una frase finale un po’ troppo ad effetto.
Questo brevissimo romanzo in tre parti rimane comunque una lettura piacevole senza troppe pretese, non all’altezza di altri testi scritti dallo stesso autore.

www.monicaspicciani.it

Senza sangue di Alessandro Baricco

Copertina di Senza sangue

Senza infamia e qualche lode 

 
 Baricco è sempre Baricco, anche se questo libro probabilmente finirà presto nel dimenticatoio, profondo abbastanza da essere apprezzato ma non sufficientemente da rimanere nella memoria. Si tratta di un romanzo breve, io lo definirei più racconto, comunque, definizioni a parte, è una lettura scorrevole e scritta con la consueta maestria cui l’autore ci ha abituati.
La storia è divisa nettamente in due parti, la prima ambientata nel passato, la seconda nel presente. Nonostante lo scrittore spieghi all’inizio che la storia non è ambientata in uno spazio e in un tempo definiti a me è sembrato soprattutto nella prima parte di essere catapultata in un film di Guillermo Del Toro, i nomi e le atmosfere ispaniche che ho vissuto ne ” La spina del diavolo
c’erano tutte…chissà se l’autore è stato ispirato dal film visto che è uscito l’anno precedente al suo libro.
Comunque, nonostante lo stile sia sempre buono, con Baricco ho la sensazione che non ci sia autenticità, che la bellezza della sua prosa sia troppo costruita a tavolino. Anche questo racconto non mi convince fino in fondo.
È logico che ogni autore mediti e corregga a mente fredda e lucida ciò che scrive ma in Baricco mi pare di avvertire una furbizia, una sapiente malizia dello scrivere che mi crea sospetto. Forse è a causa di questa sensazione di scarsa autenticità che la storia, nonostante sia accattivante, non mi coinvolge più del dovuto. Il messaggio evidente che mi è arrivato dalla lettura di “Senza sangue” è quanto la vendetta possa essere devastante, distruttrice e quanta pace si possa invece ottenere nel rinunciarvi, di come il perdono possa essere catartico in una vita.
 
Cit. “Senza sangue” pag.49 edizioni BUR
 

Seta di Alessandro Baricco

Copertina di Seta

Se questo libro fosse una pittura sarebbe un acquerello, e se fosse un tessuto sarebbe veramente seta, di quella raffinata, morbida, elegante.

Mai titolo fu così azzeccato… la storia e la scrittura sono davvero impalpabili come la seta fine. Vite ritratte con l’evanescenza e la leggerezza di un acquerello, che diventano una pittura ad olio nella lettera dell’inavvertibile Hélène, d’un tratto scoperta nella sua incredibile forza.
Una storia che ti culla dolcemente con le parole e ti lascia dentro una struggente malinconia.

Citazioni:

“Era d’altronde uno di quegli uomini che amano assistere alla propria vita, ritenendo impropria qualsiasi ambizione a viverla.”

“Pioveva la sua vita, davanti a sei occhi, spettacolo quieto.”

“Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai.”

“Il resto del suo tempo lo consumava in una liturgia di abitudini che riuscivano a difenderlo dall’infelicità.”

Mr Gwyn di A.Baricco

Copertina di Mr Gwyn

Un Baricco quasi esatto

Un Baricco quasi esatto. Una trama originale e piena di spunti di riflessione.
Mr. Gwin = Baricco? L’autore ha forse usato una vena autobiografica per alcune parti del racconto? Si è forse ritrovato in Mr. Gwin per qualcosa? Una cosa mi appare certa, il camaleontico Baricco conosce molto bene il suo lavoro e tocca con leggerezza e piacevolezza molti tasti relativi all’arte e all’ispirazione. Forse è un mestierante, forse non arriva alle parti più profonde in modo autentico, ma ha l’innegabile dote di saper scrivere bene e dare un’impronta insolita alle sue storie.
Non riesco a fidarmi completamente di Baricco. Nel lasciarmi andare all’amore per questo libro sono frenata dal timore che l’autore non sia sincero fino in fondo, che sappia semplicemente usare i mezzi che ben conosce per irretire il lettore… Chissà perché altri autori non mi hanno dato questa sensazione di falsa autenticità. Forse scrive talmente bene che le sue profondità sembrano create a tavolino e non venire direttamente dal suo intimo. Ma in fin dei conti, che ce ne importa? Questo libro è bello, questa storia è bella, è particolare, impensabile per la maggior parte dei cervelli normali. Il difetto maggiore che posso trovare in questo romanzo è la fine, nella parte finale della storia il registro cambia quasi completamente assomigliando perfino ad un libro giallo. Più che altro sono le ultime due pagine a lasciarmi basita, non soddisfano appieno le aspettative generate durante tutto il resto della storia.

Citazioni:
“Chi avrebbe mai pagato per farsi smascherare da un pittore e appendere in casa quello che di se stesso si affannava a nascondere tutti i giorni?”

” Lei non è vecchia. Lei è morta. La signora alzò le spalle. Morire è solo un modo particolarmente esatto di invecchiare.”

“Nella luce delle due ultime lampadine, lo studio era già una sacca nera, mantenuta in vita da due pupille di luce. Quando rimase l’ultima, era un sussurro.”

“Di cosa siamo capaci, pensò. Crescere, amare, fare figli, invecchiare-e tutto questo mentre anche siamo altrove, nel tempo lungo di una risposta non arrivata, o di un gesto non finito. Quanti sentieri, e a che passo differente risaliamo, in quello che sembra un unico viaggio.”

Oceano mare di A.Baricco

Copertina di Oceano Mare

Sono i desideri che salvano (3,8 stelle)

Mi sento un po’ colpevole verso questo libro. L’ho letto in un periodo di grande stanchezza, spezzettato in troppe serate tormentate dal sonno e dalle preoccupazioni, non mi sono abbandonata a dovere.
Avevo inoltre aspettative molto alte, basate sulle recensioni lette e sull’aver apprezzato Baricco in altri suoi racconti, mi attendevo un capolavoro.
Che Baricco scriva bene non è una novità, ci sono passaggi bellissimi che forse meriterebbero da soli 5 stelle, ma le mie considerazioni finali le faccio solitamente sul libro nel suo insieme, e non mi sono sentita così travolta come avrei creduto.
Il genere è un po’ onirico e surreale e mi ha ricordato per certi versi il surrealismo magico di Gabo ma soprattutto Tabucchi…amato e inarrivabile Tabucchi! Ecco, forse è questo che non mi ha convinta, questa somiglianza con Antonio Tabucchi senza riuscire ad eguagliarne l’autenticità. Sento Baricco più attaccato allo stile, la forma supera il contenuto, sembra dedito ad un esercizio stilistico un po’ freddo, cosa che in Tabucchi non ho rilevato, nemmeno nei libri che mi sono piaciuti di meno.
Sicuramente ci sono delle trovate geniali, come il pittore che dipinge il mare con l’acqua di mare o lo studioso che cerca la fine esatta del mare sulla battigia.
Travolgente la descrizione delle vicende accadute sulla zattera dei naufraghi.
Sognante la figura di Elisewin.
Ma, rimane un ma.
Tanti personaggi, alcuni dei quali rimangono un po’ abbozzati, come se loro pure fossero dipinti con l’acqua del mare che una volta asciutta sparisce. Non mi sono entrati dentro, non mi sono rimasti addosso.
Vista la capacità narrativa di Baricco le parti del libro da citare sarebbero diverse, mi limiterò per cui a sceglierne solo una, nella quale paradossalemnte non è tanto la forma a prevalere quanto il contenuto, un contenuto che dovrei stampare e leggermelo ogni mattina:
“Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: Il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera.”