augias

L’ultima primavera di Corrado Augias

51w06n3X8ZL

 

Copertina rigida
Editore: Rizzoli (1985)
Lingua: Italiano

Numero di pagine: 257

 

Meglio giornalista

Un libro a metà tra poliziesco e spionaggio in un’ambientazione storico politica seguente la grande guerra. Una piacevole lettura scritta con il solito garbo di Corrado Augias. Alcuni spunti interessanti, specchio di una società che rimane immutata in certi aspetti indipendentemente dall’epoca presa in esame.

Un colpo di scena finale forse in parte  prevedibile, nel senso che non mi ha stupita più di tanto… Continuo a preferire Augias come giornalista che come scrittore, anche se questo libro forse è quello che mi è piaciuto maggiormente tra tutti i suoi.

Citazioni:

Avvertiva in quelle frasi smozzicate il ruminio della massa inafferrabile e, insieme, un confuso disagio, la sensazione di idee ragguardevoli ridotte a poltiglia nella mente di piccola gente.

Le novità si presentano sempre in modo brutale, riuscì a pensare. Demoliscono tutto ciò che gli si para davanti con una forza non più consapevole di quella di un bambino che fa a pezzi un giocattolo per vedere com’è fatto dentro.

Sono arrivato a una conclusione, rispose, non voglio più né riformare né corrompere la società. Vorrei essere semplicemente lasciato in pace.

Quell’uomo non aveva probabilmente mai letto un verso in vita sua ma non sembrava affatto un imbecille. Un esaltato, questo sì, una di quelle creature duttili di cui ogni idea, grande o piccola, ha bisogno per prendere corpo nel mondo.

Il lato oscuro del cuore di Corrado Augias

2014
EINAUDI Supercoralli
pp. 280
€ 19,00
ISBN 9788806222819

Amato Signor Augias, che mi combina?

La prima cosa che ho pensato leggendo le prime pagine di questo libro è stata che è assimilabile per certi versi a “Il mondo di Sofia” ma in questo caso potremmo parlare de il mondo di psiche. Augias usa lo stratagemma del romanzo per affrontare il tema della psicologia, di come è nata e dell’importanza che ha acquisito sempre più negli anni, il progetto sarebbe sostanzialmente buono, la realizzazione invece è un un minestrone dove gli ingredienti non sono dosati alla perfezione. Il libro è troppo “saggio” per essere un romanzo e troppo romanzo per essere un saggio; L’operazione che vuol fare l’autore di unire le due cose non è decisamente riuscita, ora prevale un lato ora l’altro e non si ottiene una mescolanza perfetta, una fusione armonica. Nonostante i difetti elencati la lettura scorre in modo piacevole e la parte gialla del romanzo nonostante tutto risulta abbastanza avvincente anche se talvolta poco credibile. L’autore pone l’accento su come spesso la psicoanalisi si sia evoluta a spese della donna, sulla quale sono stati svolti la maggior parte dei tirocini dei fondatori di questa nuova “medicina”. Il maggior pregio di questo libro forse è il modo di scrivere, colto senza essere pretenzioso e sufficientemente chiaro nell’esposizione dei concetti. Dopo circa la metà del romanzo il racconto e la parte prettamente psicologica mi sembrano più integrate tuttavia gli argomenti continuano ad essere troppi, si ha la sensazione che Augias abbia voluto affrontare troppe tematiche tutte insieme ed abbia finito per creare un mix poco approfondito e tenuto insieme forzatamente.
vista la mia venerazione per l’autore in qualità di conduttore ed essere umano avrei voluto poter gridare al capolavoro ma purtroppo non è così, i buoni spunti di base e qualche concetto interessante non riescono a salvare l’opera nella sua interezza.

Citazioni:

“Il dolore è lo strumento, il vero fine della crudeltà è il dominio.”

“Nulla sarebbe stato peggio che invidiare un giorno la vita che non erano riusciti a vivere: scaricare la delusione, o il rancore che sicuramente ne sarebbe derivato, su chi gli stava accanto. O su se stessi.”

“È possibile che ci sia più verità psicologica, cioè umana, in una menzogna che non nel fedele resoconto degli eventi.” cit. “Il lato oscuro del cuore” di C.Augias

“Uno dei problemi di avere così tanti anni, confessò, era nel rendersi conto che c’è ancora in noi l’ombra di una misteriosa crudeltà ereditata da quando eravamo belve, rimasta anche se ormai è diventato inutile.”

Quella mattina di luglio di Corrado Augias

Copertina di Quella mattina di luglio

Il giallo è quasi un pretesto (3 stelle e mezzo)

Sono innamorata di Corrado Augias come giornalista e conduttore, adoro la sua lucidità ed il suo modo garbato di esprimersi anche quando deve dire cose dure o scomode. Finora non avevo letto nulla di lui ed ho preso questo libro incuriosita più dall’autore che dalla trama.
Si tratta di un bel giallo ambientanto a Roma durante l’ultima guerra mondiale, anche se devo dire che la storia sembra quasi più un pretesto per dare un affresco dell’epoca e delle dinamiche politico – sociali del periodo in cui il fascismo volge alla fine.
Stile pulito e non superficiale.