ammirati

La danza del mondo di Maria Pia Ammirati

Genereletteratura italiana
Listino:€ 10,00
Editore:Mondadori
Collana:Oscar contemporanea
Data uscita:15/04/2014
Pagine:204
Formato:brossura
Lingua:Italiano
EAN:9788804637974

Molta attesa per nulla  

(del perché abbandonare un libro arrivando nemmeno a metà)

Dopo l’innamoramento per Maria Pia Ammirati in seguito alla lettura del suo racconto “Le voci intorno” ho atteso questo romanzo pregustandomi belle emozioni.
Mai storia d’amore letteraria fu così breve.
Fin da subito ho sentito un’ostilità, un rifiuto verso la vicenda narrata, verso la protagonista, verso il libro in generale e sinceramente non riesco a spiegarmi bene il perchè; non ho la capacità di tradurre in qualcosa di razionale ed in parole questa mia avversione, so solo che per ben due sere mi sono sforzata di proseguire nella lettura ricevendo in cambio un disagio quasi fisico. Ma si può star male per voler leggere un libro a tutti i costi? Ovviamente no. Dopo 90 pagine ho detto basta.
Lo stile della Ammirati non è male, in alcuni passaggi si nota una capacità notevole di tradurre in parole concetti e sensazioni, ma non lo sento autentico; non mi arriva quel senso di verità che talvolta trovo nei romanzi che ritegno di un certo livello. In questo libro il tutto mi appare freddo e ragionato, senza avvicinarsi tuttavia al distacco autoriale che di alcuni grandi scrittori è diventato sinonimo di uno stile ben preciso ed una griffe.
La protagonista mi è decisamente antipatica, inconsistente ed inconcludente; essendo presente nel  libro come io narrante, Linda si definisce “una ragazza” all’età di 25 anni, che in effetti non sono molti, ma nemmeno così pochi da rendere attraente un’atteggiamento da bambinetta disturbata. Questo scrivere in prima persona a mio parere si può rivelare un’arma a doppio taglio, sicuramente rende più facile l’empatia con il lettore e la restituzione di pensieri e sensazioni, ma può anche somigliare al diario segreto di una donna con capacità letterarie decenti e fermarsi lì.
Questo è un libro che mi pare più adatto alla realizzazione di una fiction televisiva più che alla lettura in sé per sé, una storia d’amore, per quanto scritta accuratamente, che mi rammenta le centinaia di librini rosa letti durante l’adolescenza (vedi collezione Harmony), un percorso di maturazione alla Siddartha che sinceramente risulta un po’ forzato… beh, forse, mentre scrivo queste impressioni sto focalizzando i motivi xhw credevo inafferrabili per cui sento che non vale la pena continuare con questa lettura.
No, decisamente non ho nessuna voglia di dedicare a “la danza del mondo” altro tempo ed altra energia.

Le voci intorno di Maria Pia Ammirati

Copertina di Le voci intorno

INTENSO

In 60 pagine la Ammirati è riuscita ad affrontare due temi drammaticamente attuali: le stragi del sabato notte e il coma vegetativo.
E lo ha fatto in modo profondo e toccante. Toccante NON nel senso che cerca di muovere a commozione il lettore, bensì nell’ arrivarti dentro, nel farti provare certe cose come se fossi tu a viverle in prima persona, nel farti avvertire quel senso di impotenza e disperazione urlato senza voce dall’io narrante.
Mi è rimasto talmente dentro che ha reso la mia nottata insonne.
All’inizio provi pena e rabbia per quei ragazzini sciagurati che si stordiscono di pastiglie e di discoteca, ti verrebbe voglia di scuoterli, di schiaffeggiarli e di dire loro”ma che cavolo stai facendo???”. Poi l’incidente, come tanti ne accadono. E qui comincia l’agonia peggiore.
Fino ad un certo punto pensi che tutto si risolverà per il meglio, ma poi capisci che non è così…il racconto ti lascia in sospensione con un punto di domanda lacerante e angoscioso…e in quel momento capisci che coloro che, incontrando la morte, erano sembrati i più sfortunati, in fin dei conti avevano avuto la meglio.