Il popolo dell’abisso di Jack London 

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Reportage ☆☆☆

Anche stavolta mi sono affidata solo ed esclusivamente all’ascolto del Podcast di Ad Alta voce Rai TRE, per motivi che non sto a spiegarvi sto leggendo un po’ meno in questi ultimi tempi, i cartacei vanno a rilento e gli audiolibri supportati dalla lettura ebook pure… quindi anche in questo caso la lettura è solamente un ascolto senza sottolineature e citazioni.

Non credevo che Jack London avesse scritto anche libri di questo genere e quando ho ascoltato il podcast sono rimasta sorpresa dalla tematica affrontata.

Per certi versi mi ha ricordato Il Mare non bagna Napoli  di Anna Maria Ortese (del quale vi consiglio di leggere il commento che ho linkato) anche se questo romanzo-documentario è stato scritto molto tempo prima; di fatto i problemi sono più o meno gli stessi, gli stessi che ci portiamo dietro ancora oggi in posti diversi della terra, ma simili e ripetuti i problemi migrano durante le epoche senza esauririsi, la povertà e l’emarginazione a quanto pare non si estinguono.

L’autore evidenzia le condizioni dei quartieri poveri di Londra, in cui non si trovano spiragli di luce, luoghi in cui solo per il fatto di nascervi non hai scampo nè possibilità di una vita migliore. Come già ho scritto in molti miei commenti la letteratura serve anche a capire che certe cose non cambiano nel corso della storia,  si ripetono all’infinito indipendentemente dalla volontà del singolo… civiltà che si evolvono ed altre che regrediscono a fasi alterne, ed in tutto questo l’uomo che si trova nella parte sbagliata del mondo ne paga le conseguenze.

Un libro di denuncia che ho apprezzato soprattutto per l’onestà dell’autore nel vivere certe realtà prima di scriverne; lo stile invece non mi ha coinvolta, seppur considerando che c’è sempre una traduzione di mezzo ho trovato la prosa priva di certe peculiarità che mi fanno apprezzare o meno un testo.

Letterina a Babbo Natale

Raccolgo l’invito di Circolo 16 a scrivere la mia letterina a Babbo Natale con i miei desideri per il 2017.

Poiché alcune teorie sostengono che è meglio parlare delle cose che veramente vorremmo al presente, e parlarne come se già le avessimo ottenute, eviterò di chiederle a Babbo Natale perchè altrimenti sarà ovvio e palese che ancora sono in attesa di realizzare i miei sogni e mi concentrerò solo su desideri ininfluenti.

Caro Babbo Natale,

l’albero non l’ho fatto, spero non sia un problema per te, non ho nemmeno un caminetto per farti calare giù, ma se ti va di fare un salto i regali puoi lasciarmeli comunque fuori della porta.

Allora ecco qua la mia lista:

  • 2 federe bianche di cotone 
  • Un libro o due di quelli che consiglia Michela Murgia nel programma di Rai Tre
  • Un telo antipelo per proteggere la trapunta sul letto 
  • Il profumo Argan di Erbolario

Se hai tempo passa, se non passi fa lo stesso, tanto le cose davvero importanti le ho già o comunque mi convinco di averle, e chissà che il giochino non funzioni e non si materializzino davvero!

Saluti alle renne.

Monica

Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini

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Poetico ☆☆☆☆

Stavolta nessuna indicazione sulle edizioni del libro cartaceo o dell’ebook in quanto non sono in possesso ne dell’uno né dell’altro, questa “lettura” è basata solo ed esclusivamente sull’ascolto del Podcast di Ad Alta Voce Radio Tre.

Innanzitutto ho apprezzato molto la lettura di Tommaso Ragno ed insospettabilmente ho apprezzato anche il testo.

Elio Vittorini per me era “Il garofano rosso”, libro imposto a scuola che nessuno lesse perchè qualcuno disse che era di una noia mortale… e già qui possiamo capire la valenza delle letture scolastiche se non sono accompagnate da un docente che ti spieghi la letteratura e te la faccia amare. Così mi sono ritrovata ad incontrare Vittorini grazie al Podcast di Ad Alta voce, che,  oltre a questo autore, mi ha proposto testi che probabilmente non avrei mai letto.

A parte alcune ripetizioni delle parole, che non ho capito se sono inconsapevoli oppure un vezzo dell’autore, mi è piaciuto. Ho trovato questa lettura estremamente poetica, con quella poesia tipica proprio della dolce cantilena del parlare con l’accento siciliano. La conversazione centrale è con la madre ed è stata sublime, mentre verso la fine il testo assume dei toni troppo surreali e troppo ripetitivi che sinceramente mi hanno annoiata un po’.

Nel complesso comunque mi è piaciuto e sento di consigliarlo.

Purtroppo non avendo testi di riferimento stavolta mi è stato difficile appuntarmi delle citazioni da riportare.

Tre parole

Questo mio contributo al settimanale sembrerà più una freddura che un post vero e proprio, ma così è.

Poche parole da dire, poca voglia di dilungarsi e soprattutto l’ironia che vuole uscire, perché anche questo sono.

INTERVISTA

“Perché non leggi libri?”

“NON HO TEMPO”

Senilità di Italo Svevo

copertinaTITOLO: Senilità
AUTORE: Svevo, Italo (Ettore Schmitz)
Passi di: Italo Svevo. “Senilità”
“CODICE ISBN E-BOOK: 9788897313298
LICENZA: questo testo è distribuito con la licenza specificata al seguente indirizzo Internet: http://www.liberliber.it/online/opere/libri/licenze/
TRATTO DA: Senilità : romanzo / Italo Svevo. – Milano : Dall’Oglio, 1971. – 249 p. ; 19 cm. – (I Corvi. Sezione scarlatta ; 9)”

 Povera Amalia! ☆☆☆ ( ascoltato su Ad Alta Voce Rai Tre)

Un libro tristissimo che ha tirato fuori da me la parte meno caritatevole nei confronti degli uomini, infatti vi avverto, in questo commento sarò cattiva.

All’inizio mi sono chiesta per quale motivo tutti sostengano che Italo Svevo sia un autore noioso, uno di quegli autori di cui tutti parlano perchè sono nei programmi scolastici ( o almeno lo erano ai miei tempi) ma che alla fine nessuno legge sostenendo che è una palla micidiale… A me non è parso così, ma è anche vero che i suoi libri ho iniziato a leggerli a 45 anni… Sinceramente La coscienza di Zeno mi è piaciuto di più,  ma anche in Senilità ho apprezzato alcune cose. La storia mi ha fatto soffrire, soprattutto per la povera Amalia, sorella del protagonista condannata ad una vita miserabile nell’ombra del fratello, ma anche per Angiolina, che alla fine mi pare comunque più vittima che carnefice. Questo è un libro maschilista, o meglio un libro che evidenzia come fosse maschilista la società all’epoca ( sorvoliamo sui retaggi tuttora presenti, proprio stamani un tipo su Facebook mi ha commentato “Se non sai stare sui social vai a lavare i piatti”), se poi un po’ di misoginia sia insita anche nell’autore non l’ho capito, ciò che mi interessa soprattutto è porre l’accento su come la figura femminile venga considerata quasi come un essere non pensante, completamente in balìa delle brame del maschio se bella o del tutto invisibile se non desiderabile esteticamente.

Amalia è una donna senza futuro perchè priva di mezzi di sostentamento autonomi, dedita all’accudimento del fratello perchè troppo brutta per accudire un marito…Angiolina invece è una donna che approfitta della sua avvenenza per farsi mantenere dagli uomini menandoli per il naso e raccontando loro un sacco di balle… Due facce della stessa medaglia, dello stesso modo di pensare retrogrado; entrambe le figure mi ispirano una tristezza infinita perchè alla fine la donna esce perdente in entrambi i casi.

Di tutte le pippe mentali del protagonista invece non mi importa un accidenti a dire il vero… come dice il proverbio mal voluto non è mai troppo.

 

“L’immagine della morte è bastevole ad occupare tutto un intelletto. Gli sforzi per trattenerla o per respingerla sono titanici, perché ogni nostra fibra terrorizzata la ricorda dopo averla sentita vicina, ogni nostra molecola la respinge nell’atto stesso di conservare e produrre la vita. Il pensiero di lei è come una qualità, una malattia dell’organismo. La volontà non lo chiama né lo respinge.”

“Strano – pensò, – sembrerebbe che metà dell’umanità esista per vivere e l’altra per essere vissuta.”

Passi di: Italo Svevo. “Senilità”

Althénopis di Fabrizia Ramondino

image_bookAlthénopis
Di Fabrizia Ramondino

Editore: Einaudi (Letture, 68)

sbn-10: 8806230433 | Isbn-13: 9788806230432

Mah…☆☆

Sinceramente trattandosi di un libro facente parte delle letture di Ad Alta voce di Rai tre mi aspettavo se non un capolavoro qualcosa di simile…invece l’ho trovato noioso e solo potenzialmente interessante. La lettura di Arturo Cirillo mi dispiace dirlo ma è monotona, più per il tono di voce che per l’interpretazione, e poi non mi sembra azzeccato far leggere ad un uomo un libro scritto in prima persona da una donna. Ma veniamo al romanzo, mi ricorda per certi versi Il mare non Bagna Napoli dell’inarrivabile Ortese e L’arte della gioia della Sapienza ma senza la capacità letteraria e soprattutto senza una reale forza vitale che invece in questi libri è presente.

Insomma… l’ho mollato a metà ascolto…

Sulla faccia della terra Di Giulio Angioni

Edizioni Il Maestrale – Feltrinelli – Messa in voce a cura di Gaetano Marino – Musiche di Adriano Orrù.

☆☆☆

Racconto ascoltato in un pomeriggio grazie al podcast di Quartaradio, la voce di Gaetano Marino mi ha portata in una sorta di Arca di Noè umana, in una storia dura che parla dell’unione di culture e di persone molto diverse tra loro ma che riescono ad arricchirsi e rispettarsi a vicenda, come in una nuova fondazione della specie umana… Angioni ci narra una storia che si svolge nella regione più misteriosa e sconosciuta: la Sardegna; una regione insospettabilmente ricca di commistioni culturali nonostante il suo isolamento. La parte finale particolarmente drammatica è un po’ meno sarda e a mio avviso poteva non essere inserita, ma nell’insieme è un racconto appassionante e profondo.

Per ascoltare il podcast seguite questo link.

Una notte di luglio del 1258, Mannai Murenu, giovane garzone di vinaio, si ritrova morto e sepolto nella presa e distruzione della città di Santa Gia da parte dei pisani. Settant’anni dopo invece racconta di come si salva e poi con altri si rifugia in un’isoletta dello Stagno di Cagliari, già lebbrosario e adesso sgombra, dopo che i lebbrosi sono stati catapultati a infettare la città assediata. Inizia così la narrazione delle molte avventure di un gruppo di rifugiati nell’Isola Nostra. Nei guai della guerra si fingono lebbrosi, così protetti dal terrore del contagio. Inventano una vita di espedienti, protagonisti lo Stagno e la voglia di viverci liberi, in una grande avventura collettiva.

(Tratto dal sito di Quartaradio Sardegna)

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I Tarocchi Psicologici di Corinne Morel

tarocchi-psicologici-libroI Tarocchi Psicologici di Corinne Morel

Il Punto d’Incontro Edizioni
Tipo: Libro
Pagine 285
Formato: 14×21
Anno: 2015

Ottimo strumento per chi si avvicina ai Tarocchi ☆☆☆☆

Questo approccio psicologico è davvero interessante e di facile comprensione anche per chi si avvicina ai tarocchi la prima e ha voglia di usarli come strumento di autoanalisi.

Si tratta di un libro molto semplice e schematico, che si basa più sulla psicologia che sull’esoterismo dei Tarocchi; infatti non è completo e approfondito come quello di Wirth ( maggiormente simbolico ed esoterico) o di Jodorowsky ( estremamente personale e ricco di interpretazioni in tutti i campi della conoscenza) ma senza dubbio di facile approccio. Avendo letto prima gli altri per me questo è una sorta di compendio per rapida consultazione, ma consiglio di leggerlo per primo può essere un primo passo per affrontare poi libri più impegnativi.

Per acquistare il libro seguite questo link e sarà a casa vostra nel giro di un paio di giorni!

Doppio sogno di Arthur Schnitzler

img_0343“Titolo originale: Traumnovelle
Traduzione di Stefania Di Natale
Prima edizione ebook: luglio 2011
© 2009, 2010 Newton Compton editori s.r.l.
ISBN 978-88-541-3402-7
http://www.newtoncompton.com

AFFASCINANTE ☆☆☆☆

Dopo aver visto il film “Eyes wide shut” di Kubrick ero incerta se leggere il libro  a cui era ispirato, il film non mi era piaciuto e non ci avevo capito niente… Poi vista la brevità del testo e soprattutto dato che ho potuto ascoltarlo tramite il podcast di Radio tre “ad alta voce” non ho più esitato. E sono contenta di averlof atto perché sinceramente il libro mi è piaciuto molto più del film. La scrittura è fluida e la storia veramente affascinante . Cosa è vero alla fine, la realtà o il sogno? E cosa può incrinare un rapporto, la realtà o il sogno? Con uno stile elegante e sobrio ed un’ atmosfera da psico thriller si evidenzia quanto fragile possa essere l’equilibrio di un rapporto amoroso, quanti tarli possano insinuarsi nella mente, quanti pensieri è meglio tacere e quanto sia impossibile accedere realmente alla mente di chi ci vive accanto… un romanzo sicuramente influenzato dall’aria di psicoanalisi sviluppatasi proprio nel periodo in cui è stato scritto e denso di una sensualità mai volgare o esplicita. Bello e particolare, vi si ritrovano aspetti della società contemporanea che non credevo fossero presenti in modo così analogo alla fine dell’ottocento.

“E nessun sogno», sospirò piano lui, «è completamente sogno».”

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“I Quaderni dell’Art Theraphy”

Di Lucilla Satanassi, Macro Edizioni

Solitamente non amo i prodotti pronti per Arteterapia, in qualità di artista e di persona che ha avuto esperienza personale come docente di un laboratorio di Arteterapia, provo abbastanza fastidio verso la faciloneria con cui si propinano alle persone prodotti di autocura mediante l’arte in cui vengono di fatto lasciate sole.

In questo caso si tratta di un’operazione diversa che mi pare molto interessante.

art-therapy-e-fiori-di-bachIntanto c’è un libro di base  in cui si parla di Fiori di Bach e vi si abbinano delle illustrazioni delicate e molto belle, che solo a guardarle infondono tranquillità e pace:

Il libro “Art Therapy e Fiori di Bach” è unico nel suo genere e si articola come un viaggio alla riscoperta di noi stessi attraverso l’uso del colore e l’aiuto delicato della natura.

Il libro unisce tutta la saggezza e le conoscenze sui fiori di Bach e il magico potere dell’Art Therapy.

Le 38 schede sui fiori di Bach e le tavole illustrate a mano ti offrono tante informazioni per il benessere fisico e psicologico.

Poi ci sono i Quaderni, una sorta di meditazione guidata in cui si viene accompagnati ad un approccio con i fiori di Bach e dove troviamo delle tavole da colorare con le quali rilassarsi e pulire la mente dai pensieri:

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I quaderni contengono:tante informazioni interessanti sui fiori di Bach, bellissime tavole di Art Therapy da colorare, 64 pagine a righe per i tuoi appunti.
A differenza dei normali quaderni per soli appunti, questi quaderni offrono anche inserti con tante informazioni utili per superare alcuni tra i più comuni disturbi: vincere la solitudine, l’indecisione, la paura e l’impossibilità di vivere il momento presente.

I fiori scelti sono raggruppati in base alle indicazioni di Bach stesso. Questi quaderni diventano quindi un vademecum di benessere da sfogliare al bisogno, con semplicità, magari tra un appunto e l’altro.

A questi link le schede dettagliate dei Quaderni:

Quaderno: So cosa voglio

Quaderno: Vivo qui e ora

Quaderno: Non sono solo

Quaderno: Sono coraggioso

Quindi in questo caso mi sento proprio di dire che non è la solita Arteterapia a fascicoli che ci propinano in edicola, qui si tratta di un percorso  guidato verso un’autoanalisi intervallato da momenti di relax pittorico nel quale ci si avvicina anche al mondo dei Fiori di Bach.

Resta il fatto che se si hanno problemi seri di ansia, depressione o altro è sempre bene rivolgersi a medici specializzati e non solo al fai da te, ma questo è un prodotto sicuramente valido sia per chi sta bene sia per chi già segue percorsi di cura psico fisica sotto il controllo di un medico specialistico.

Invece nel video che segue vi mostro il libro ed i quaderni, non stupitevi se parlo sottovoce, ma è un video ASMR ed è realizzato in Whispering.

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