Libri raccontati

Tutti i libri che ho ascoltato grazie ad audiolibri, podcast letterari, letture e simili.

“Zelinda e il mostro” Video lettura

Ed ecco il primo video nel quale leggo per voi la prima delle Fiabe Montalesi intitolata “Zelinda e il mostro”( per info sul progetto delle Fiabe Toscane  leggi l’articolo a questo LINK)

TRATTA DA: Sessanta novelle popolari montalesi (circondario di Pistoia) ;
raccolte da Gherardo Nerucci. – Firenze  SENZA DIRITTI D’AUTORE questo testo è distribuito con la licenza specificata al seguente
indirizzo Internet: http://www.liberliber.it/biblioteca/licenze/

Nuovo progetto: Favole della tradizione toscana

Salve a tutti! Poichè realizzare video in cui racconto fiabe mi sta piacendo moltissimo, e poichè diversi iscritti al mio canale mi hanno richiesto video senza dizione, ovvero nel quale parlo liberamente con l’accento toscano, ho pensato di unire le due cose.

Il Toscano non è un vero e proprio dialetto ma più una sorta di accento, tuttavia in queste novelle della tradizione popolare ci sono termini desueti talvolta di difficile comprensione, spero che troviate comunque rilassante e divertente ascoltarle. Tuttavia proprio perchè il Toscano si presta ad una lettura più scherzosa e non in stile ASMR, le fiabe le troverete nella Playlist dedicata sul mio canale principale a questo LINK.

Ho trovato gratuitamente l’ebook Ebook Liber Liber “Sessanta novelle popolari montalesi”(circondario di Pistoia) ; raccolte da Gherardo Nerucci. – Firenze
Sul libro non ci sono DIRITTI D’AUTORE, per quanto riguarda la LICENZA questo testo è distribuito con la licenza specificata al seguente indirizzo Internet: http://www.liberliber.it/biblioteca/licenze/

Quindi state connessi che a breve arriveranno le prime favole  di questa serie!

Nel frattempo vi lascio il link alla mia Playlist di FAVOLE SUSSURRATE SUL MIO CANALE ASMR su YOUTUBE.

Il gattopardo di G.Tomasi di Lampedusa 

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Il Gattopardo
Di Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Editore: Feltrinelli Lingua: Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue)Isbn-10: 8858808835 | Isbn-13: 9788858808832 | Data di pubblicazione: 10/12/2012

Musicale e struggente ☆☆☆☆☆

Questo non è un libro, è musica, ho pensato non appena ho letto questa frase:

“Ma il giardino, costretto e macerato fra le sue barriere, da profumi untuosi, carnali e lievemente putridi, come i liquami aromatici distillati dalle reliquie di certe sante; i garofanini sovrapponevano il loro odore pepato a quello protocollare delle rose ed a quello oleoso delle magnolie che si appesantivano negli angoli; e sotto sotto si avvertiva anche il profumo della menta misto a quello infantile della gaggía ed a quello confetturiero della mortella; e da oltre il muro l’agrumeto faceva straripare il sentore di alcova delle prime zagare.”

Proseguono le mie letture di quelli che ormai sono veri e propri classici della letteratura, e ogni volta continuo a stupirmi, chissà perchè, della bellezza di queste opere letterarie… ovviamente avevo visto il famosissimo film di Luchino Visconti tratto dal libro ma, seppur ammaliata da esso, non avevo inteso la portata di questo romanzo. Del film ricordo la bellezza dei costumi, di Claudia Cardinale e di Burt Lancaster ( Alain Delon sinceramente non mi ha mai fatto palpitare…) ma nel libro ho trovato una bellezza musicale nel narrare la storia, un senso di struggente disfacimento che nella pellicola cinematografica a mio avviso non emergono.

Che dire, è un libro che va letto e anche ascoltato, non è male la versione di Ad Alta voce Radio Tre, anche se troppo infarcita di spezzoni musicali, ma se non avete voglia di leggere il testo meglio che nulla anche quella…

Non aggiungerò commenti ulteriori, rimarco soltanto la perfetta esposizione ad opera di Tomasi di Lampedusa, riferita ad un’epoca di passaggio in cui i gattopardi cedono il passo alle iene e dove tutto cambia per rimanere uguale; riporto inoltre l’ultima frase metaforica ed emblematica di tutto il libro:

“Mentre la carcassa veniva trascinata via, gli occhi di vetro la fissarono con l’umile rimprovero delle cose che si scartano, che si vogliono annullare.
Pochi minuti dopo, quel che rimaneva di Bendicò venne buttato in un angolo del cortile che l’immondezzaio visitava ogni giorno. Durante il volo giú dalla finestra la sua forma si ricompose un istante: si sarebbe potuto vedere danzare nell’aria un quadrupede dai lunghi baffi, e l’anteriore destro alzato sembrava imprecare.
Poi tutto trovò pace in un mucchietto di polvere livida.”
Giuseppe Tomasi Di Lampedusa. “Il Gattopardo”

Il popolo dell’abisso di Jack London 

img_1713Link per ascoltare il podcast

Reportage ☆☆☆

Anche stavolta mi sono affidata solo ed esclusivamente all’ascolto del Podcast di Ad Alta voce Rai TRE, per motivi che non sto a spiegarvi sto leggendo un po’ meno in questi ultimi tempi, i cartacei vanno a rilento e gli audiolibri supportati dalla lettura ebook pure… quindi anche in questo caso la lettura è solamente un ascolto senza sottolineature e citazioni.

Non credevo che Jack London avesse scritto anche libri di questo genere e quando ho ascoltato il podcast sono rimasta sorpresa dalla tematica affrontata.

Per certi versi mi ha ricordato Il Mare non bagna Napoli  di Anna Maria Ortese (del quale vi consiglio di leggere il commento che ho linkato) anche se questo romanzo-documentario è stato scritto molto tempo prima; di fatto i problemi sono più o meno gli stessi, gli stessi che ci portiamo dietro ancora oggi in posti diversi della terra, ma simili e ripetuti i problemi migrano durante le epoche senza esauririsi, la povertà e l’emarginazione a quanto pare non si estinguono.

L’autore evidenzia le condizioni dei quartieri poveri di Londra, in cui non si trovano spiragli di luce, luoghi in cui solo per il fatto di nascervi non hai scampo nè possibilità di una vita migliore. Come già ho scritto in molti miei commenti la letteratura serve anche a capire che certe cose non cambiano nel corso della storia,  si ripetono all’infinito indipendentemente dalla volontà del singolo… civiltà che si evolvono ed altre che regrediscono a fasi alterne, ed in tutto questo l’uomo che si trova nella parte sbagliata del mondo ne paga le conseguenze.

Un libro di denuncia che ho apprezzato soprattutto per l’onestà dell’autore nel vivere certe realtà prima di scriverne; lo stile invece non mi ha coinvolta, seppur considerando che c’è sempre una traduzione di mezzo ho trovato la prosa priva di certe peculiarità che mi fanno apprezzare o meno un testo.

Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini

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Link per ascoltare il Podcast

Poetico ☆☆☆☆

Stavolta nessuna indicazione sulle edizioni del libro cartaceo o dell’ebook in quanto non sono in possesso ne dell’uno né dell’altro, questa “lettura” è basata solo ed esclusivamente sull’ascolto del Podcast di Ad Alta Voce Radio Tre.

Innanzitutto ho apprezzato molto la lettura di Tommaso Ragno ed insospettabilmente ho apprezzato anche il testo.

Elio Vittorini per me era “Il garofano rosso”, libro imposto a scuola che nessuno lesse perchè qualcuno disse che era di una noia mortale… e già qui possiamo capire la valenza delle letture scolastiche se non sono accompagnate da un docente che ti spieghi la letteratura e te la faccia amare. Così mi sono ritrovata ad incontrare Vittorini grazie al Podcast di Ad Alta voce, che,  oltre a questo autore, mi ha proposto testi che probabilmente non avrei mai letto.

A parte alcune ripetizioni delle parole, che non ho capito se sono inconsapevoli oppure un vezzo dell’autore, mi è piaciuto. Ho trovato questa lettura estremamente poetica, con quella poesia tipica proprio della dolce cantilena del parlare con l’accento siciliano. La conversazione centrale è con la madre ed è stata sublime, mentre verso la fine il testo assume dei toni troppo surreali e troppo ripetitivi che sinceramente mi hanno annoiata un po’.

Nel complesso comunque mi è piaciuto e sento di consigliarlo.

Purtroppo non avendo testi di riferimento stavolta mi è stato difficile appuntarmi delle citazioni da riportare.

Senilità di Italo Svevo

copertinaTITOLO: Senilità
AUTORE: Svevo, Italo (Ettore Schmitz)
Passi di: Italo Svevo. “Senilità”
“CODICE ISBN E-BOOK: 9788897313298
LICENZA: questo testo è distribuito con la licenza specificata al seguente indirizzo Internet: http://www.liberliber.it/online/opere/libri/licenze/
TRATTO DA: Senilità : romanzo / Italo Svevo. – Milano : Dall’Oglio, 1971. – 249 p. ; 19 cm. – (I Corvi. Sezione scarlatta ; 9)”

 Povera Amalia! ☆☆☆ ( ascoltato su Ad Alta Voce Rai Tre)

Un libro tristissimo che ha tirato fuori da me la parte meno caritatevole nei confronti degli uomini, infatti vi avverto, in questo commento sarò cattiva.

All’inizio mi sono chiesta per quale motivo tutti sostengano che Italo Svevo sia un autore noioso, uno di quegli autori di cui tutti parlano perchè sono nei programmi scolastici ( o almeno lo erano ai miei tempi) ma che alla fine nessuno legge sostenendo che è una palla micidiale… A me non è parso così, ma è anche vero che i suoi libri ho iniziato a leggerli a 45 anni… Sinceramente La coscienza di Zeno mi è piaciuto di più,  ma anche in Senilità ho apprezzato alcune cose. La storia mi ha fatto soffrire, soprattutto per la povera Amalia, sorella del protagonista condannata ad una vita miserabile nell’ombra del fratello, ma anche per Angiolina, che alla fine mi pare comunque più vittima che carnefice. Questo è un libro maschilista, o meglio un libro che evidenzia come fosse maschilista la società all’epoca ( sorvoliamo sui retaggi tuttora presenti, proprio stamani un tipo su Facebook mi ha commentato “Se non sai stare sui social vai a lavare i piatti”), se poi un po’ di misoginia sia insita anche nell’autore non l’ho capito, ciò che mi interessa soprattutto è porre l’accento su come la figura femminile venga considerata quasi come un essere non pensante, completamente in balìa delle brame del maschio se bella o del tutto invisibile se non desiderabile esteticamente.

Amalia è una donna senza futuro perchè priva di mezzi di sostentamento autonomi, dedita all’accudimento del fratello perchè troppo brutta per accudire un marito…Angiolina invece è una donna che approfitta della sua avvenenza per farsi mantenere dagli uomini menandoli per il naso e raccontando loro un sacco di balle… Due facce della stessa medaglia, dello stesso modo di pensare retrogrado; entrambe le figure mi ispirano una tristezza infinita perchè alla fine la donna esce perdente in entrambi i casi.

Di tutte le pippe mentali del protagonista invece non mi importa un accidenti a dire il vero… come dice il proverbio mal voluto non è mai troppo.

 

“L’immagine della morte è bastevole ad occupare tutto un intelletto. Gli sforzi per trattenerla o per respingerla sono titanici, perché ogni nostra fibra terrorizzata la ricorda dopo averla sentita vicina, ogni nostra molecola la respinge nell’atto stesso di conservare e produrre la vita. Il pensiero di lei è come una qualità, una malattia dell’organismo. La volontà non lo chiama né lo respinge.”

“Strano – pensò, – sembrerebbe che metà dell’umanità esista per vivere e l’altra per essere vissuta.”

Passi di: Italo Svevo. “Senilità”

Althénopis di Fabrizia Ramondino

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Di Fabrizia Ramondino

Editore: Einaudi (Letture, 68)

sbn-10: 8806230433 | Isbn-13: 9788806230432

Mah…☆☆

Sinceramente trattandosi di un libro facente parte delle letture di Ad Alta voce di Rai tre mi aspettavo se non un capolavoro qualcosa di simile…invece l’ho trovato noioso e solo potenzialmente interessante. La lettura di Arturo Cirillo mi dispiace dirlo ma è monotona, più per il tono di voce che per l’interpretazione, e poi non mi sembra azzeccato far leggere ad un uomo un libro scritto in prima persona da una donna. Ma veniamo al romanzo, mi ricorda per certi versi Il mare non Bagna Napoli dell’inarrivabile Ortese e L’arte della gioia della Sapienza ma senza la capacità letteraria e soprattutto senza una reale forza vitale che invece in questi libri è presente.

Insomma… l’ho mollato a metà ascolto…

Sulla faccia della terra Di Giulio Angioni

Edizioni Il Maestrale – Feltrinelli – Messa in voce a cura di Gaetano Marino – Musiche di Adriano Orrù.

☆☆☆

Racconto ascoltato in un pomeriggio grazie al podcast di Quartaradio, la voce di Gaetano Marino mi ha portata in una sorta di Arca di Noè umana, in una storia dura che parla dell’unione di culture e di persone molto diverse tra loro ma che riescono ad arricchirsi e rispettarsi a vicenda, come in una nuova fondazione della specie umana… Angioni ci narra una storia che si svolge nella regione più misteriosa e sconosciuta: la Sardegna; una regione insospettabilmente ricca di commistioni culturali nonostante il suo isolamento. La parte finale particolarmente drammatica è un po’ meno sarda e a mio avviso poteva non essere inserita, ma nell’insieme è un racconto appassionante e profondo.

Per ascoltare il podcast seguite questo link.

Una notte di luglio del 1258, Mannai Murenu, giovane garzone di vinaio, si ritrova morto e sepolto nella presa e distruzione della città di Santa Gia da parte dei pisani. Settant’anni dopo invece racconta di come si salva e poi con altri si rifugia in un’isoletta dello Stagno di Cagliari, già lebbrosario e adesso sgombra, dopo che i lebbrosi sono stati catapultati a infettare la città assediata. Inizia così la narrazione delle molte avventure di un gruppo di rifugiati nell’Isola Nostra. Nei guai della guerra si fingono lebbrosi, così protetti dal terrore del contagio. Inventano una vita di espedienti, protagonisti lo Stagno e la voglia di viverci liberi, in una grande avventura collettiva.

(Tratto dal sito di Quartaradio Sardegna)

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Doppio sogno di Arthur Schnitzler

img_0343“Titolo originale: Traumnovelle
Traduzione di Stefania Di Natale
Prima edizione ebook: luglio 2011
© 2009, 2010 Newton Compton editori s.r.l.
ISBN 978-88-541-3402-7
http://www.newtoncompton.com

AFFASCINANTE ☆☆☆☆

Dopo aver visto il film “Eyes wide shut” di Kubrick ero incerta se leggere il libro  a cui era ispirato, il film non mi era piaciuto e non ci avevo capito niente… Poi vista la brevità del testo e soprattutto dato che ho potuto ascoltarlo tramite il podcast di Radio tre “ad alta voce” non ho più esitato. E sono contenta di averlof atto perché sinceramente il libro mi è piaciuto molto più del film. La scrittura è fluida e la storia veramente affascinante . Cosa è vero alla fine, la realtà o il sogno? E cosa può incrinare un rapporto, la realtà o il sogno? Con uno stile elegante e sobrio ed un’ atmosfera da psico thriller si evidenzia quanto fragile possa essere l’equilibrio di un rapporto amoroso, quanti tarli possano insinuarsi nella mente, quanti pensieri è meglio tacere e quanto sia impossibile accedere realmente alla mente di chi ci vive accanto… un romanzo sicuramente influenzato dall’aria di psicoanalisi sviluppatasi proprio nel periodo in cui è stato scritto e denso di una sensualità mai volgare o esplicita. Bello e particolare, vi si ritrovano aspetti della società contemporanea che non credevo fossero presenti in modo così analogo alla fine dell’ottocento.

“E nessun sogno», sospirò piano lui, «è completamente sogno».”

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L’imperatore di Portugallia di Selma Lagerlöf

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L’imperatore di Portugallia
Di Selma Lagerlöf
Editore: Iperborea (Iperborea, 19)
Lingua: Italiano | Numero di pagine: 274 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue)
Isbn-10: 8870910180 | Isbn-13: 9788870910186 | Data di pubblicazione: 1991-04-xx | Edizione 1
Curatore: Adamaria Terzian

 

 

Quella tristezza che solo i nordici ti infondono ☆☆☆

Quando ho iniziato ad ascoltare questo libro su Ad alta voce mi è sembrato una favola, poi è diventata una favola particolarmente triste… mi sono approcciata alla lettura/ascolto senza informarmi prima e solo in seguito ho scoperto che l’autrice è un premio Nobel per la letteratura e che il testo è del 1914, e qui si spiega lo stile e l’ambientazione palesemente non contemporanei.

Seppur ne apprezzi il valore oggettivo  soggettivamente non è il mio genere, e non è la tristezza della storia in sé, ne ho lette di più tristi, è l’atmosfera che mi trasmette, sensazioni opprimenti che mi piovono addosso, un pomeriggio ad ascoltarlo e la sera mi sono ritrovata completamente svuotata di energia e con il morale a terra.
Sì, perché le tristezze non sono tutte uguali, la tristezza che si respira in questo racconto/favola nordico è completamente diversa dalla tristezza che si può trovare in libri provenienti da altre parti del mondo… e ci sono delle tristezze che scaldano il cuore e pacificano, questa invece è una tristezza che mette il freddo dentro, almeno a me.

Questo Imperatore di Portugallia mi ha ricordato un po’ il Geppetto del nostro Pinocchio, che ama di amore incondizionato la propria creatura e che si priverebbe di tutto per il suo bene… ma qui ovviamente le implicazioni sono diverse e pure gli insegnamenti che si possono trarre dai vari capitoli della storia.

Insomma, un bel libro in assoluto ma che a me personalmente non è piaciuto.