DOMANDE E RISPOSTE PER SETTIMANALE 16

Ecco la domanda posta al circolo letterario:Cosa fa di un buon libro un buon libro?

Quali sono gli ingredienti che rendono un libro indimenticabile?

Se bastasse seguire una ricetta tutti potrebbero scrivere ma non è così. Sicuramente l’ingrediente principale è che l’autore abbia qualcosa da dire e che lo sappia dire bene…al limite può anche dire poco ma quel poco dovrà essere detto in modo sublime.

Copertina, argomento, casa editrice, marketing?

Su di me la copertina ha grande presa ma sto imparando ad ignorarla, troppe volte mi sono fatta ingannare da immagini allettanti che hanno rivelato un vuoto assoluto di contenuti. Allo stesso modo copertine infami hanno celato capolavori, un’esempio è la copertina di “Abigail” di Magda Szabò, credo sia la copertina più brutta che abbia visto in vita mia ma cela il testo di una scrittrice formidabile.

La casa editrice può essere una garanzia ma non sempre, ho letto libri di Einaudi pubblicati solo perchè di autori ormai consacrati ma non all’altezza delle altre opere pubblicate in precedenza, ho avuto buone esperienze con Fazi editore e Minimum fax, ma fare di tutta l’erba un fascio sarebbe un errore.

Il marketing? Sicuramente serve per vendere libri a chi non legge abitualmente e si fa infinocchiare.

Cosa ci vuole nel 2016 affinché un libro ottenga non solo successo commerciale ma essere considerato di qualità?Perché non so se vi siete accorti ma le cose ultimamente non vanno sempre a braccetto! Cosa fare da scrittore? Quali strategie seguireste?

Sinceramente a queste domande non so cosa rispondere…

 E da lettori? Cosa vi fa apprezzare un libro più di un altro?

Da lettrice devo ammettere che i miei gusti sono cambiati nel tempo, sicuramente da quando leggo molto si è affinato in me il senso del bello e della purezza dello stile della scrittura ma anche l’amore per la capacità di sintesi. La cosa che apprezzo maggiormente è la dote di chi riesce in una frase ad esprimere chiaramente un concetto che a me ci vorrebbero pagine e pagine per esporlo. Altra cosa che al momento amo e cerco nei libri è la VERITA’, una verità assoluta di idee, fatti esposti e soprattutto una verità morale dell’autore. Ho imparato a riconoscere chi scrive per compiacere e chi invece scrive perchè ne ha un bisogno primario, un’espressività esplosiva che deve uscire. Raramente chi scrive per compiacere o per vendere esprime verità nei suoi libri. Resta fermo il fatto che qualsiasi concetto a mio avviso debba essere comunque espresso in una forma consona, la cialtroneria letteraria la detesto. Detto in parole povere : puoi raccontarmi la storia più bella del mondo ma se non conosci gli strumenti per farlo non sei uno scrittore.

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