Il cardellino di Donna Tartt

Il cardellino
Di Donna Tartt
Editore: Rizzoli
Lingua: Italiano | Numero di pagine: 896
Isbn-10: 8858665171 | Isbn-13: 9788858665176 
Data di pubblicazione: 2014-03-xx | Edizione 1
Traduttore: Mirko Zilahi de’ Gyurgyokai
 
 
 
 

Un Pulitzer deludente 

Ma siamo sicuri che questa autrice abbia vinto il Pulitzer con questo libro? Cosa si sono fumeti i membri della giuria?
Paragono questo romanzo ad un soufflé tirato fuori dal forno troppo presto: una spinta iniziale che si affloscia e si sgonfia man mano che si procede con la lettura.
Se tale opera fosse stata scritta da un esordiente avrei dato tre stelle perchè oggettivamente ha degli spunti interessanti e delle parti appassionanti, ma se me la presentano come vincitrice di un premio così prestigioso e, soprattutto se la paragono ad altre opere che hanno meritato lo stesso Pulitzer, allora le due stelle sono d’obbligo. Realmente questo è un libro di cui si può fare a meno.
896 (!!!) pagine che potevano essere ridotte benissimo alla metà e anche meno, ripetitivo e allungato con particolari e vicende inutili, personaggi poco approfonditi nonostante l’apparente intensità della storia…insomma un pappone in cui è finito di tutto e di più ma del quale alla fine non mi è rimasto niente, se si esclude una sorta di tendinite al polso dovuta allo sforzo di reggere il tomo.
Hanno paragonato questo romanzo a quelli di Dickens, personalmente non ho letto nulla di quest’ultimo ed ho visto soltanto delle trasposizioni cinematografiche delle sue storie che, a dire il vero, non mi sono piaciute affatto. Menomale che non l’hanno paragonato a Tolstoj, altrimenti sarei insorta pubblicamente ed avrei fomentato una rivoluzione.
Quello che mi dispiace è che l’inizio di questo romanzo è molto bello e coinvolgente, così ben descritto da farti vivere realmente ciò che il protagonista racconta, poi cambia registro, sembra quasi che a continuare la storia sia un’autrice diversa, incapace di mantenere il livello della prima parte.
Un romanzo così lungo deve essere perfetto come lo è Anna Karenina, deve lasciarti qualcosa, deve avere in sé qualcosa di immortale che rimane indipendentemente dalle epoche, altrimenti viene fuori soltanto una storia buona per una telenovela o in questo caso per un film d’azione.
Volete leggere un Pulitzer che valga davvero la pena? Allora leggete Olive Kitteridge di Elizabeth Strout oppure Le ore di Michael Cunningham. Non sono malvagi nemmeno Lezioni di respiro di Anne Tyler o Amatissima di Toni Morrison, da lasciar perdere invece a mio avviso Middlesex di Jeffrey Eughenides, forse pure peggiore di questo “Cardellino”.
Unico lato positivo di questa lettura è lo stimolo creativo derivatone e sfociato nella realizzazione di un “reggilibro da letto”,  attrezzo fondamentale per riuscire a finire il malloppone senza distruggere il polso in modo definitivo, realizzazione di cui ringrazio pubblicamente mio marito per l’aiuto tecnico.
Reggilibro da letto, realizzato artigianalmente con scarti di cavalletti da pittura.

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