Amatissima di Toni Morrison

Convincente solo in parte.

La mia infanzia è stata segnata emotivamente da due sceneggiati : “Radici” e “Olocausto”.
All’epoca il bollino rosso in Tv non esisteva, quel che passava il convento lo si guardava e nessuno avvisava che la visione avrebbe potuto essere difficile per un bambino o che i genitori avrebbero dovuto filtrare certe storie e immagini…così io mi sono bevuta situazioni che hanno traumatizzato la mia giovane mente come se fossero acqua; fatto sta che quando si parla di sterminio degli ebrei o di schiavitù dei neri in me si apre una voragine di dolore e il rifiuto di tali argomenti. 
Probabilmente se invece di leggere “Amatissima” al buio avessi guardato almeno di cosa parlasse avrei evitato… ma ormai è tardi, mi sono fatta fregare.
Si tratta di un libro doloroso, ben raccontato, nel quale si percepisce la sofferenza che certe popolazioni hanno dovuto affrontare, ma la si percepisce soltanto in parte a mio avviso, perché Toni Morrison ha il pregio di srotolare la storia in modo comunque discreto, fa arrivare alle verità per gradi e senza sbatterla in faccia con violenza alla prima occasione. Il pregio massimo del romanzo, secondo la mia opinione, è proprio il raccontare certe verità pur lasciano un velo di pudicizia, una sottile linea che non viene oltrepassata e che non fa scadere la vicenda in una mera sequela di fatti orrendi. Probabilmente questo modo di narrare è reso dolce anche dalla parte un po’ esoterica che troviamo in tutta la storia, quel lato misterioso in cui i morti si confondono con i vivi, un realismo magico che troviamo anche in molti altri autori ( l’esempio più famoso è forse nell’america latina con Garcia Marquez) ma che qui ha una connotazione ben precisa, quella propria sviluppatasi tra le popolazioni di colore deportate in schiavitù in America.
Tuttavia è proprio la parte esoterica a non convincermi al cento per cento, tutto questo dolore, tutta questa realtà che vengono a galla forse grazie alla  figura di Beloved che reale non è…o forse lo è? La mia mente è più pragmatica di quanto sembri e forse non accetta di non avere spiegazioni tangibili e chiare ad una storia che avvolge e stordisce, che porta a respirare l’aria della schiavitù e del sangue.
Resta il fatto che si tratta di un romanzo affascinante anche se non incarna certo i generi letterari che preferisco in questo periodo della mia vita.
Per chi non ha tempo di leggere ne suggerisco l’ascolto nella bella versione di Ad Alta Voce, il Podcast di Radio Tre.
CITAZIONI

Citazioni da "Amatissima" di Toni Morrison su dipinto di Monica Spicciani
Citazioni da “Amatissima” di Toni Morrison su dipinto di Monica Spicciani

“Ha avuto una morte dolce come il miele. La pena è stata vivere;”



“«Quello è il diavolo che ci mette lo zampino. Fin quando sto male, mi dà l’aria di uno che sta
bene.»”

“Certe cose passano e se ne vanno.
Altre restano. Pensavo che era colpa della mia memoria. Lo sai, no, ci sono delle cose che si
dimenticano e altre che non si dimenticano mai. Ma non è così. I posti, i posti sono sempre lì.
Se il fuoco brucia una casa, la casa sparisce, non c’è più, però il posto – l’immagine del posto –
rimane, e non solo nella mia memoria, ma fuori, nel mondo. Quello che mi ricordo è
un’immagine che ondeggia fuori della mia testa. Mi spiego: anche se non la penso, anche se
muoio, l’immagine di quello che ho fatto, che ho saputo, che ho visto è sempre lì. Proprio nel

posto dov’è successa.”
“Non c’era niente di meglio per cominciare il vero lavoro della giornata:ricacciare indietro il passato.”

“Sta’ attenta. Sta’ attenta. Non c’è niente di più pericoloso al mondo di un insegnante bianco».”

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