L’uno e l’altra : “La signora con il cagnolino” e “L’uomo nell’astuccio” di Anton Cechov

L’uno e l’altra

Audiolibro letto sulle musiche di Gianmaria Testa

Editore: Gruppo Editoriale l’Espresso SpA

Un assaggio che invoglia 

 

Un audiolibro contenente due racconti di Anton Cechov molto diversi da loro eppure entrambi molto belli: “La signora con il cagnolino” e “L’uomo nell’astuccio”
Il primo è improntato sull’analisi dei sentimenti, dell’amore e dell’attrazione, il secondo è una metafora sulla paura di vivere che porta a morire prima ancora di essere morti fisicamente, un invettiva verso le prigioni mentali che ci rovinano l’esistenza.
Devo dire che “L’uomo nell’astuccio” l’ho preferito soprattutto per l’originalità con cui il tema è stato affrontato, ma entrambi si sono rivelati l’ennesima scoperta dei classici di questo periodo, e devo ricredermi completamente sul timore che avevo che una certa letteratura fosse noiosa e stantìa, anzi, un classico chiama l’altro e la voglia di scoprire ancora su questo autore è forte.
CITAZIONI da “L’uomo nell’astuccio”

“si osservava in costui il desiderio irresistibile e costante di rannicchiarsi il più possibile in un guscio: di costruirsi, per dir così, un astuccio che lo isolasse e lo riparasse dagli influssi esterni”


“Le lingue antiche, che insegnava, erano per lui come le sue soprascarpe e il suo parapioggia, e di esse si faceva schermo contro la realtà della vita.”

“Per lui erano chiare soltanto le circolari e gli articoli dei giornali in cui si vietava qualche cosa”

“Le infrazioni, di qualunque sorta fossero, le violazioni di regole acquisite, lo gettavano nell’abbattimento, anche quando non lo riguardavano affatto. “

“Dentro la bara aveva un’espressione dolce, gradevole, quasi lieta: come se egli fosse contento di essere finalmente stato messo dentro un astuccio da cui non sarebbe più uscito. Aveva raggiunto il suo ideale.”

“E quando noi viviamo in città, allo stretto, senz’aria, quando noi scriviamo delle carte inutili, giochiamo a vint, non siamo forse in un astuccio?”

“e ingannare se stessi e sorridere: tutto ciò per un boccone di pane, per un cantuccio al focolare, per qualche titolo meschino che non vale un soldo.”

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