Morte di un uomo felice di Giorgio Fontana

Sellerio 2014
La memoria n. 960
280 pagine
EAN 9788838931727
8ª edizione
Formato e-book: epub

*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

La bellezza dei toni bassi   

Questo è un libro sotto tono,  privo di eccessi, di frasi ad effetto, dove i sentimenti ed i pensieri sono raccontati con garbo, con discrezione; ed infatti la figura del protagonista è una figura discreta, integra nelle sue convinzioni ma moderata nell’esporle. Lo stile letterario usato mi pare che rispecchi pienamente il personaggio principale, Giorgio Fontana è riuscito senza dubbio a dar vita ad un libro coerente tra forma e contenuto.
Questo romanzo ha il pregio di fornire uno spaccato sugli anni del terrorismo in Italia in parallelo agli anni della resistenza, un accostamento insolito se vogliamo ma molto intelligente a mio parere. Di fatto le storie che si snodano alternate sono quelle di padre e figlio, l’uno ucciso giovanissimo dalla dittatura fascista in quanto partigiano e raccontato attraverso i ricordi, l’altro, personaggio principale del libro, ucciso ormai maturo dai terroristi, dopo una vita a servizio della giustizia nel rispetto dei propri principi. L’intelligenza di questo parallelismo secondo me sta nel mostrare che alla fine non sono gli ideali o il colore politico a renderti vittima o carnefice, bensì il libero arbitrio di ognuno, è quello che porta a decidere il modo in cui servire le proprie convinzioni.
Morte di un uomo felice mi ha ricordato un po’ Stoner di Williams, probabilmente per lo stesso modo poco enfatico di raccontare e per la forza del protagonista che non viene esternata mediante atteggiamenti eclatanti bensì tramite una integrità personale discreta ma ferrea.
Nel complesso un bel romanzo che lascia l’amaro in bocca, quell’amaro tipico delle storie che sappiamo essere vere ed ingiuste, quell’amaro di cui conosciamo la realtà attraverso i ricordi delle notizie al telegiornale o tramite i racconti ascoltati in famiglia.
Consiglio di leggere anche questo commento su Anobii di Alfredo Li Pira, molto bello a mio avviso.
Citazioni
 
Cit. Morte di un uomo felice, Giorgio Fontana, su Esternazione di Monica Spicciani
“Da bambino amava pregare in piedi. La genuflessione gli sembrava parte di un rito troppo vistoso: puzzava quasi di idolatria.”
 
“Avevano creato, forgiandolo a furia di ripetizioni e proclami (mai un dubbio, mai una domanda), un vocabolario che era il commento di sé stesso. La parola non illuminava più nulla. Gettava soltanto un’ombra.”
 
“tornò in paese avvolto in un sacco di iuta, mentre la gente taceva di paura o si toglieva il cappello, e suo suocero diceva che era morto per niente, e i suoi amici in lacrime dicevano che era morto per l’Italia, per la causa, per la libertà. Ma nelle lunghe sere della sua adolescenza, a Colnaghi piaceva pensare che suo padre fosse morto semplicemente perché amava suo figlio.”
 
“Eppure un lampo improvviso lo lacerò da cima a fondo: un ultimo, insostenibile rimpianto per la vita che gli restava da vivere e il desiderio che ancora provava, rimettere a posto ogni cosa, essere infine l’uomo che si sforzava di diventare: no, no, no, voleva ancora tempo, ancora tempo! “

 

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