Per dieci minuti di Chiara Gamberale

Editore:Feltrinelli Collana: I Narratori
Data uscita:20/11/2013
Pagine:192
Formato:rilegato
Lingua:Italiano
EAN:9788807030710
Lettura indolore (2,7 stelle)  
La seconda volta che leggo questa autrice e la seconda volta che ne apprezzo alcuni pregi ma che non m’innamora. Il messaggio che Chiara Gamberale lancia con questo romanzo è importante anche se certamente non è scritto con uno stile che potrà essere attrezzato dagli estimatori di Proust (detto tra noi per me Proust è un po’ pedante eh…). 
Si presenta come una storia autobiografica, non so quanto quello che Chiara racconta di sé sia fedele in tutto e per tutto alla realtà, tuttavia l’autrice come protagonista sincera e spassionata del libro è molto credibile.

In “Per dieci minuti” si affronta il percorso di una donna adulta che per una serie di motivi è rimasta adolescente per molto tempo e che è portata a maturare (finalmente) da da un evento spiacevole scatenante: l’abbandono del marito.
In fin dei conti l’argomento fondamentale del libro è il tema della crescita, una crescita che in una coppia deve essere di pari passo, perché se uno dei due va avanti e l’altro si ferma inevitabilmente non c’è più sintonia, viene a mancare la possibilità reale di restare insieme nonostante l’amore di base.
È proprio per questo messaggio che non me la sento di massacrare l’autrice come molte recensioni che ho letto hanno fatto, di sicuro non incarna il mio ideale di letteratura e difficilmente leggerò altro di Gamberale, tuttavia mi rendo conto che ad un certo target di persone questa storia possa piacere ed essere utile. Parlando di target è  interessante il discorso che fa Chiara su chi possano essere  i suoi lettori, e l’esperimento di andare in libreria ad osservere chi compra cosa si è rivelato simpatico. Sicuramente persone molto diverse tra loro avranno letto “Per dieci minuti”, chi lo avrà apprezzato chi lo avrà denigrato chi ne sarà rimasto entusiasta perché si è riconosciuto nella storia.  Per i miei gusti lo stile di scrittura è abbastanza adolescenziale, non scialbo ma nemmeno avvincente, ho apprezzato comunque il taglio scanzonato con cui sono divisi i capitoli, una sorta di diario dell’esperimento psicoterapeutico che la protagonista attua: per 10 minuti ogni giorno fare una cosa che non si era mai fatta prima.
Consigliato a chi ama letture leggere ma non superficiali.

Citazioni:

“Ma la verità è che non si cresce insieme perché capita o per magia. Bisogna stare, anzi, molto attenti. E se uno dei due cresce anche solo di mezza consapevolezza più in fretta dell’altro, ma l’altro anziché rincorrerlo ci rimane male e corre da un’altra parte, corre a New York, poi è un disastro ritrovarsi.”

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