Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon

Troppa matematica per me

Citazione:
“Penso che le persone credano nell’aldilà perchè detestano l’idea di morire, perchè vogliono continuare a vivere e odiano pensare che loro simili possano trasferisrsi in casa loro e buttare le loro cose nel bidone della spazzatura.”

Quando mi trovo davanti spiegazioni matematiche o qualcosa che gli assomigli il mio cervello automaticamente chiude le persiane perchè sa che comunque nulla di ciò che gli si para innanzi potrà entrare dentro di lui e convincerlo su qualcosa; per cui in questo libro si parte male, molto male.
In diversi mi avevano consigliato di leggerlo ma sinceramente non posso dire che mi sia piaciuto; ci sono passaggi molto carini che offrono una visione alternativa delle cose attraverso gli occhi del protagonista affetto da Sindrome di Asperger, ma ce ne sono altrettanti un po’ fiacchi a mio avviso, soprattutto inerenti la trama. Se poi ci mettiamo i vari giochetti e ragionamenti di logica e matematica che mi mandano in tilt ecco fatto che il libro mi cola a picco. Nell’insieme non è brutto ma non mi è parso un capolavoro della narrativa tale da giustificare cotanta nomea, probabilmente il suo maggior pregio è quello di richiamare l’attenzione su una problematica poco conosciuta ma diffusa più di quanto si creda: la sindrome di Asperger. Sicuramente certi atteggiamenti del protagonista sono ben descritti e fanno comprendere sia le difficoltà di chi la sindrome la vive in prima persona sia le fatiche di chi si deve rapportare con lui.
A tal proposito voglio riportare di seguito una breve testimonianza da parte di una persona che ho incontrato, seppur virtualmente, su Twitter, e con la quale abbiamo commentato il libro. Giusy è madre di un ragazzo a cui hanno diagnosticato questa sindrome ed a suo parere il libro è molto fedele alla realtà e riterrebbe utile la sua lettura sia da parte degli insegnanti che dei ragazzi, per meglio capire e relazionarsi con chi il mondo lo percepisce in modo differente dalla maggioranza.

La testimonianza di Giusially

La prima volta che mi sono resa conto che mio figlio P. aveva dei problemi, è stato quando a tre anni ha iniziato la scuola materna.
A scuola rifiutava qualsiasi attività proposta, preferendo fare, solo giochi che lo interessavano, rifiutava le situazioni relazionali con gli altri bambini, si isolava.
Su consiglio dell’insegnante, l’ho fatto visitare da un neuropsichiatra infantile.
Dopo un’accurata visita e molti test, tra i quali il Q.I., la diagnosi è stata “Sindrome dello spettro autistico ad alto funzionamento”, o più semplicemente “Sindrome di Asperger”.
Le problematiche principali di questa sindrome sono, deficit sul piano delle attività sociali, con conseguente difficoltà nelle relazioni e fragilità psichica, che può comportare situazioni di stress emotivo, molto forti.
Per questo anche il livello di autonomia sociale, può essere condizionato da tale disturbo del funzionamento dell’interazione.
Un’altra caratteristica di questa sindrome, è che esista solo la verità oggettiva, cioè, se una cosa è bianca, è bianca, se  è nera, è nera. La via di mezzo non esiste. Anche la capacità di mentire, non è contemplata, in questo modo anche la diplomazia non esiste, vale a dire, se uno mi è antipatico glielo dico, oppure se uno ha una brutta maglietta, non dirò mai che è particolare, ma dirò che è brutta.
Anche i cambiamenti sono difficili da accettare, se una cosa è sempre stata fatta in un certo modo, non deve essere fatta in un altro. Il sarcasmo e l’ironia, sono due concetti incomprensibili.
Dopo anni di psicoterapia, ha imparato a gestire le situazioni emotive e di relazione. Ha imparato a “leggere” i propri sentimenti e a capire i comportamenti degli altri.
Nel libro, “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, il ragazzo protagonista, esprime bene i suoi pensieri e le sue sensazioni.
C’è un film molto esaustivo sull’argomento, che si intitola “Adam”. Lo consiglio a chi fosse interessato a saperne di più.

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