Franny e Zooey di J.D.Salinger

Copertina di Franny e Zooey

Le paturnie di una ventenne eccezionale 

 
Leggere questo libro è stata un’esperienza strana.
I ricordi che ho di me all’età dei protagonisti sono piuttosto vaghi, mi penso come un’ inconsapevole ragazzotta cresciuta (poco) nella bambagia, facente parte di un mondo piccolo. A dire il vero ho ancora di me questa visione un po’ anche adesso che a quarantadue anni suonati dovrei sentirmi una donna fatta e finita, e invece no. Tornando ai protagonisti della storia, mi appaiono alieni rispetto alla proiezione che ho di me alla loro stessa età.  Mi sembrano estremamente cresciuti, maturi, parlano e discutono con la capacità e la sapienza di un adulto colto… È anche vero che fanno parte di una famiglia eccezionale, sono stati “bambini eccezionali”, di una straordinaria intelligenza e precocità, e forse questo loro pregio è stato alla fine anche il loro guaio.
Il libro, tranne qualche passaggio eccessivamente logorroico, è scritto benissimo, ho trovato la prima parte in special modo un gioiello di perfezione. In quanto alla storia, assimilabile ad un romanzo di formazione, è semplice ma complessa al tempo stesso, l’intenso acume dei protagonisti li porta a filosofeggiare ed a porsi domande esistenziali rendendo i dialoghi penetranti, inoltre Franny e Zooey portano sulle spalle il fardello troppo pesante dei fratelli, soprattutto di quelli morti.
Probabilmente leggere questo libro a quarant’anni non è fondamentale ma è comunque piacevole; leggerlo a diciotto è vivamente consigliato, al posto di tanta letteratura da strapazzo per giovani menti appannate; leggerlo se si ha intenzione di mandare un bambino ad un talent-show è imprescindibile.

Citazioni:

“…divisa com’era tra l’autodisapprovazione e la malizia, le venne voglia di dire quel che pensava.”

 “Siete persino venuti qui tutti e due per molti week-end, in questi ultimi due anni, e anche se abbiamo parlato e parlato e parlato, ci siamo trovati tutti d’accordo a non dire una parola.”

“abbiamo i nostri complessi del «Bambino Eccezionale». Non siamo mai usciti veramente da quella dannata radio. Nessuno di noi. Noi non parliamo, dissertiamo. Non conversiamo, diamo spiegazioni. Almeno, io faccio così.”

“All’università non ti accennano mai, nemmeno una volta che la saggezza dovrebbe essere la meta della conoscenza. Quasi nemmeno la nominano, la saggezza.”

“io non ho mai cercato, consapevolmente o no, di trasformare Gesù in san Francesco d’Assisi solo per renderlo più «amabile», come ha sempre cercato di fare il novanta per cento dei cristiani. “

“Ma non andare in giro a gridare contro gli ego in generale. Secondo me, se vuoi proprio saperlo, metà della sporcizia di questo mondo è provocata da persone che non si servono del proprio vero ego.”

“Un artista si preoccupa solo di raggiungere una sua perfezione. E alle sue condizioni, sue e di nessun altro. “

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