La scatola nera di Amos Oz

Copertina di La scatola nera

Per lettori molto allenati e amanti del medioriente (2,5 stelle)

Questa “scatola nera” è un esecizio di stile notevole, Amos Oz sfodera tutta la sua capacità letteraria in un romanzo epistolare che disvela pian piano le pieghe più nascoste dei vari personaggi.
Premesso ciò mi sento però di affermare che si tratta di un libro stancante, pedante e deprimente.
Le prime cento pagine circa, forse per la novità, mi sono apparse interessanti e seppur considerandole un po’ faticose le ritenevo meritevoli di essere lette. Ad un certo punto tuttavia la pesantezza ha preso il sopravvento, il libro è diventato ripetitivo e troppo “ebraico” allontanadosi eccessivamente da quelli che sono i miei interessi, se poi si aggiunge che nessuno dei protagonisti mi ha ispirato un briciolo di simpatia il patatrac è fatto.
Ho portato a termine il libro saltando qualche riga, quando ciò di cui si parlava mi risultava faticoso ma soprattutto assopiva il mio interesse, per arrivare ad un finale che non sono certa di aver compreso bene…
Nel complesso non posso dire che il libro mi sia piaciuto, nonostante apprezzi la capacità letteraria di Oz, non mi ha dato nulla, non vi ho letto niente che valga la pena ricordare.
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