Treno di notte per Lisbona di Pascal Mercier

Copertina di Treno di notte per Lisbona

Un saggio filosofico nascosto in un romanzo (4,7 stelle)

Questo non è certo uno di quei libri che si possono leggere con il cervello scollegato.
La forma è di un romanzo ma il contenuto nasconde molto di più, accanto alla storia del protagonista Gregorius si dipanano le considerazioni filosofiche del co-protagonista Amadeu, autore del libro letto da Gregorius detto Mundus. Un libro decisamente Pirandelliano dove troviamo: un libro nel libro,un viaggio alla ricerca di sè, un personaggio che comincia a non riconoscersi più nel suo soprannome e nell’immagine che gli altri e lui stesso hanno di lui (considerazioni che ricordano tantissimo il Moscarda di “Uno, nessuno e centomila” di Pirandello).
Alcune pagine sono talmente dense di contenuto che diventano faticose e vanno lette due volte per capire bene.
Sicuramente Mercier non ha inventato nulla, riesce tuttavia ad esporre concetti e ad offrire spunti di riflessione validi, ammantandoli di una storia affascinante che alleggerisce la pesantezza che avrebbero tali concetti se fossero esposti sotto forma di saggio.
Difetti: troppo, troppo lungo, troppo denso,in alcuni punti trovo esagerata la figura di Amadeu, sembra quasi un dio in terra nella memoria di coloro che lo raccontano.
Da leggere con la mente fresca.

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