Memoria delle mie puttane tristi di G.G.Marquez

Copertina di Memoria delle mie puttane tristi

Forse, se non avessi precedentemente letto “La casa delle belle addormentate” di Kawabata, avrei potuto apprezzare questa storia.
Ma la scopiazzatura, in un certo senso ammessa da Marquez stesso nella sua citazione all’inizio del libro, mi ha impedito di essere serena e imparziale nella lettura.
Ho continuato a fare paragoni fra le due storie, fra i caratteri comuni e quelli divergenti, tra i due modi di scrivere… e questo mi ha impedito di gustare un eventuale piacevolezza nel racconto di Marquez.
Mi è sembrato un rifacimento peggiorativo del libro di Kawabata. Gabo sarà anche il Re Mida della letteratura, ma il fatto di essere uno scrittore affermato non da, a mio avviso, il diritto di riscrivere una storia già bella e molto particolare in origine.
Non si può gridare “al capolavro” per qualsiasi libro esca dalla penna di un autore, per quanto geniale e affermato esso sia.
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