Miguilim di João Guimarães Rosa

Copertina di Miguilim

Un po’ pesante

La prefazione a cura di Antonio Tabucchi è talmente colta e piena di riferimenti a saggisti e filosofi che in alcuni passaggi mi è risultata quasi incomprensibile. Alcuni termini ho dovuto cercarli sul vocabolario e mi sono sentita veramente inadeguata ed ignorante.
Paradossalmente il racconto è invece scritto in modo volutamente ingenuo, come se le parole uscissero direttamente dai pensieri del piccolo Miguilim. Tuttavia nche questo modo di scrivere, praticamente opposto alla prefazione, mi è risultato faticoso. Seguire i ragionamenti a raffica e un po’ sgrammaticati del protagonista a volte mi ha fatto perdere il filo.
Nonostante ciò è impossibile non provare simpatia ed affetto per Miguilim il quale, in questo marasma di avvenimenti e pensieri, ci regala delle piccole perle di saggezza dettate da un animo sensibile.
Alcune frasi mi hanno colpito per la capacità di rendere l’idea della sensazione suscitata: “non trovava pensiero a cui appoggiarsi, i giorni non entravano più nel tempo. Tutto era tardi!” oppure “nel volo di un istante, sentì come una cosa cadere nel suo cuore”.
Nel complesso, eccetto alcuni passaggi, la lettura di questo racconto mi è risultata abbastanza pesante.
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